IL COMMENTO DI BORON

Posta distrutta: "Poteva
essera una strage"

08/01/2020 12:13

"In Italia siamo arrivati a questi livelli: gente che sfascia Uffici Postali, minacce ai dipendenti, botte a tabaccai e agli onesti commercianti che stanno lavorando, insulti alle Forze dell'Ordine, aggressioni ai controllori sui mezzi pubblici, e potrei continuare riempiendo una pagina intera dei giornali. Senza contare, non dimentichiamocelo mai, che alle Poste di Piove di Sacco poteva finire in tragedia. Eppure, dal Governo, il segnale da interpretare è chiaro e cristallino: di fronte a questi eventi, i cittadini italiani onesti devono continuare per la propria strada, facendo finta di niente e, semmai, ancora meglio, giustificando”.

Con queste parole, il consigliere regionale di Zaia Presidente, Fabrizio Boron, commenta “i fatti avvenuti all'interno degli Uffici Postali del Comune di Piove di Sacco, nel padovano, dopo che un marocchino senza fissa dimora e già noto alle Forze dell'Ordine, ha dato in escandescenze con minacce e atti di violenza, dopo essersi visto negare l'erogazione del reddito di cittadinanza”.

"I danni materiali sembrano stimati per circa 100.000 euro; i danni morali e la paura dei dipendenti e dei clienti non può invece essere quotata – sottolinea il consigliere regionale -. Dobbiamo solo ringraziare che non ci siano stati feriti o peggio ancora. E chi pagherà tutto questo? Non parlo solo di computer e vetri; per tutto il materiale danneggiato sappiamo bene che saranno i contribuenti a sostenere il disastro commesso. Ma c’è lo spregio verso chi ieri stava lavorando e chi invece stava in coda educatamente agli sportelli, magari per pagare l'ennesima bolletta scaduta e in arretrato, perché i bambini a casa devono mangiare, e le spese sono tante e i soldi non bastano mai. Chi la ripaga questa gente onesta e lavoratrice, che di fronte ai NO di un Governo accogliente nel senso unico, non esprime violenza e se ne torna invece a casa, in silenzio, attendendo di poter fare qualcosa per migliore il loro futuro e quello degli altri? Proviamo a considerare quanto accaduto da una prospettiva opposta: proviamo a immaginare di essere noi in Marocco e di sfasciare un locale pubblico o privato, un bene di questa ‘gente’ che troppi radical chic hanno ancora il coraggio di definire ‘profughi bisognosi’; il risultato sarebbe alquanto diverso, lascio a voi immaginare quale".

“Per questa persona, già nota alle Forze dell'Ordine, auspichiamo ovviamente tutti che si aprano le porte del Marocco, possibilmente con il carcere in Patria. Bisogna cominciare a dare pene esemplari in Italia, la gente di tutto il mondo deve capire che delinquere da noi non conviene – afferma Boron in conclusione -. Quanto al nostro Governo, cari amici di PD e 5 Stelle, ricordatevi che sono le vostre politiche di integrazione troppo blande che stanno distruggendo il nostro Paese e disseminando odio tra i cittadini italiani per bene, i quali, vessati da tasse di ogni genere, messi ultimi nelle graduatorie per i benefits sanitari e abitativi, se ne stanno in silenzio in un angolo, insofferenti, a prendere parte ad una quotidiana ‘guerra tra poveri’ che lo Stato Italiano continua a fomentare e alimentare con un'integrazione totalmente discriminante verso il proprio popolo".




 

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