IL GIALLO DI STANGHELLA

Samira, storia
di un giallo

14/01/2020 15:44

Fu proprio il marito della mamma marocchina, poi indagato per il suo omicidio e ora arrestato in Spagna, a denunciarne la scomparsa lo scorso 22 ottobre: il giorno prima – raccontò ai carabinieri Mohamed Barbri– sua moglie 43enne non fece ritorno a casa. Samira El Attar accompagnò la figlioletta di 4 anni all’asilo e sparì nel nulla, in sella alla sua bicicletta bianca, forse per recarsi – raccontò sempre Mohamed Barbri in caserma – a un imprecisato appuntamento per un nuovo posto di lavoro.

Perchè la mamma marocchina era da tutti descritta come una donna forte e in gamba: suo marito bracciante agricolo stagionale, lei impiegata nelle case come badante e collaboratrice domestica.

Ma quella mattina di fine ottobre, dopo aver lasciato la bimba a scuola, lei, invece, fece ritorno nella casa di via Statale, a Stanghella. Ci sono dei testimoni, prima la vicina che raccontò ai nostri microfoni di averci parlato. Una normale relazione col marito 41enne Mohamed, raccontavano i conoscenti.

Ma alle 11,30 di quel 21 ottobre il suo telefonino smise di inviare segnali. E la donna venne come inghiottita dal nulla.

La procura di Rovigo ha aperto dapprima un fascicolo con ipotesi di reato sequestro di persona: inverosimile che una madre amorevole potesse aver abbandonato la propria bambina per allontanarsi volontariamente. Lo ripetevano tutti i parenti, marito compreso.

Per giorni diversi sopralluoghi: dai sommozzatori nel fiume, ai militari del Ris attorno alla casa, nei campi con l’escavatore, a caccia di tracce biologiche. Niente.

La svolta a dicembre, con il marito di Samira indagato ufficialmente per l’omicidio della moglie e l’occultamento del suo cadavere.

Lungo il ciglio della trafficatissima statale, dopo mesi di ricerche a tappeto, vicino casa, era stato lui a trovare prima una scarpa della moglie, poi la sua catenina spezzata. Poco credibile. Diversi gli elementi a rendere sospetta la posizione di Mohamed. Su tutti, la fuga all’estero dell’uomo il 1° gennaio, abbandonando la figlioletta alla nonna materna nel frattempo arrivata dal Marocco a Stanghella a caccia della verità sulla figlia . Mohamed su un flixbus per Barcellona. Lì intercettato per una telefonata fatta al cugino con il cellulare prestato da un conoscente. Gli inquirenti seguivano le sue tracce: dopo 13 giorni l’arresto, a Madrid, con "gravi indizi di colpevolezza", ma chissà se anche prove definitive, dell’omicidio della moglie.


 

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