BLITZ IN MATTINATA

Sgombero all'ex macello
è polemica

15/01/2020 11:18

Alle prime ore del mattino è scattato lo sgombero dell'area dell'ex macello di via Cornaro sede di numerose associazioni e di Cucina Brigante.

Le motivazioni dell'ordinanza di Palazzo Moroni firmata dal sindaco Sergio Giordani stanno nel fatto che la sede avrebbe problemi strutturali e per ragioni igienico sanitarie.

Da subito è scoppiata la polemica, in primis da parte di Coalizione Civica che ha scritto un duro post su facebook spiegando che ara all'oscuro dell'ordinanaza del sindaco Sergio Giordani: "Come tutti voi abbiamo saputo dello sgombero dell'ex macello di via Cornaro quando la polizia è arrivata alla porta. Coalizione civica per Padova, seconda forza al governo della città, non era al corrente di quello che stava per succedere. Un precedente grave e che non deve ripetersi. Perché ci sono soluzioni diverse, come quella di costruire assieme un progetto per ridare alla città un bene comune. Li si fa con fatica, lavoro e passione, non con gli sgomberi. E a questo metodo noi rimaniamo fedeli, non ad altri che non ci appartengono".

ANCHE IL CLAC PROTESTA

La Comunità per le Libere Attività Culturali scrive un post durissimo su facebook spiegando che non capisce imotivi dell'operazione. "Oggi alle ore 07.00, il comune, attraverso un'ordinanza urgente di sgombero, sta procedendo a svuotare gli spazi e murare gli accessi alla nostra sede con ingente dispiegamento di forze: due camionette, la celere in divisa, pompieri, polizia veterinaria e innumerevoli pattuglie. Questo avviene nonostante i mesi di dialoghi in corso tra la CLAC e l'amministrazione, anche inerenti alla messa in sicurezza degli spazi. Gli incontri e il dialogo con l'amministrazione si sono svolti anche nei mesi successivi alla dichiarazione di inagibilità, datata 15.10.2019, che motiva l'urgenza dell'ordinanza di sgombero. La CLAC per 40 anni si è presa cura degli spazi dell'ex macello restituendo alla città di Padova un luogo di inclusione e promozione sociale, sotto gli occhi di tutti. L'ex macello è la sede di diverse associazioni che, in particolar modo nell'ultimo anno, hanno intrapreso un progetto di rigenerazione urbana partecipata, coinvolgendo centinaia di cittadini di Padova e non. Con una porta murata si apre l'anno 2020: Padova capitale europea del volontariato. Oggi 15 gennaio 2020 dalle ore 11.30 siamo in presidio sotto il comune. Vi aspettiamo. Portate borse e sacchetti per recuperare cibo! Noi non ci fermiamo!"

PROTESTA DI POTERE AL POPOLO

Anche Potere al Popolo è intervenuta con un comunicato in merito allo sgombero. "Questa mattina è stata sgomberata dalla polizia, su ordinanza del sindaco Giordani, la palazzina dell'ex macello di Via Cornaro a Padova dove avevano sede e svolgevano le proprie attività le 13 associazioni che fanno parte della CLAC - Comunità per le Libere Attività Culturali. Ancora uno spazio sociale murato, ancora lasciate in mezzo alla strada decine di volontarie e volontari che ogni giorno si mettevano a disposizione della cittadinanza organizzando iniziative culturali e di solidarietà a titolo gratuito. Dopo 40 anni di presenza negli spazi comunali dell'ex macello, che ha in larghissima parte anche ristrutturato e restituito alla città, la CLAC ora viene cacciata con il pretesto dell'inagibilità e dell'incolumità pubblica. Senza che il Comune offra alcuna soluzione alternativa ed in barba alle interlocuzioni e trattative che pure erano in corso. Purtroppo abbiamo vissuto sulla nostra pelle cosa significhi tutto questo, quando l'ATER ha sgomberato e murato la Casetta del Popolo "Berta". Perché a quanto pare le istituzioni, che pure parlano tanto di partecipazione e volontariato, non conoscono niente altro se non l'abbandono o la speculazione. E quando qualcuno, collettivamente e dal basso, si rimbocca le maniche e pratica per davvero la solidarietà e il mutualismo, questo non va bene e "la legalità" diventa un principio inderogabile. E fino ad ora? E per gli ultimi 40 anni? E adesso che ne è della Casetta Berta? Come Potere al Popolo siamo a fianco degli spazi sociali, senza se e senza ma. Esprimiamo tutta la nostra vicinanza e complicità alla CLAC ed in particolare alla Cucina Brigante, da cui abbiamo imparato e con cui abbiamo condiviso molto. Sappiamo che non finisce qua e che continueranno a costruire comunità libere e solidali, perché la giustizia sta dalla nostra parte".


 

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