LISTA CIVICA AMO PADOVA

"Continui il dialogo
tra Comune e CLAC"

16/01/2020 10:14

Ieri mattina è stato sgomberato, dopo un ordinanaza del Comune firmata dal sindaco Sergio Giordani, l'ex macello di via Cornaro in cui hanno sede le associazione del CLAC e la Cucina Brigante. Un'azione voluta da una parte dell'amministrazione comunale per garantire sicurezza visto che le condizioni strutturali dello stabile sarebbero incerte. Coalizione Civica ha affermato di essere all'oscuro di tutto.

Sul fatto sono intervenuti anche tutti gli aderenti alla lista civica Amo Padova che, attraverso un comunicato, chiedono all'amministrazione di continuare il dialogo.

"E’ stato sgomberato un edificio del complesso Ex Macello in Via Cornaro. Sappiamo che il Comune è in possesso di perizie che dichiarano carenze strutturali ed impiantistiche dell’edificio. Da mesi si dialogava tra Comune ed associazioni che vi operano per trovare delle soluzioni alternative; alcune sono state trovate, altre non ancora. Il Comune ha dichiarato che il dialogo continua.

L’ex Macello di via Cornaro rappresenta la sede storica dell’associazione CLAC, cara ai cittadini di Padova e non solo, visto il prestigio internazionale ottenuto grazie alla quarantennale attività culturale.

Nel recente passato CLAC non solo ha abbracciato nuove Associazioni dedite all’attività di volontariato nel campo della solidarietà sociale, ma ha anche saputo rinnovare il Consiglio Direttivo coinvolgendo giovani preparati e capaci di accettare il confronto con le figure storiche dell’Associazione per promuovere il progetto di rigenerazione urbana dell’intera area dell’ex Macello. Un bene comune da restituire alla collettività per soddisfare i bisogni di quel tessuto sociale degli abitanti di quartieri carenti di servizi alla persona, di luoghi di ritrovo e di spazi culturali. In questo percorso, presentato in bozza al Comune di Padova, si fondono due concetti e due pratiche. Il concetto di valore d'uso dello spazio (che prevale sul valore di scambio), ovvero la capacità di accogliere e mettere in moto funzioni utili alla collettività al di fuori della logica di mercato, diventando così dei veri e propri servizi sociali, standard urbanistici, forme di redistribuzione della ricchezza ambientale e urbana. E’ il concetto di partecipazione alle trasformazioni della città e del territorio: sono nuove pratiche di cittadinanza. Ancora questi concetti e pratiche devono entrare nel pubblico come oggi strutturato e concepito.

Si tratta dunque di un progetto ambizioso, a lungo discusso con i referenti dell’Amministrazione, con la consapevolezza delle numerose difficoltà tecniche/normative da affrontare a causa dell’evidente stato di degrado dell’area.

Peraltro le associazioni sostengono che il fabbricato in oggetto non ha segni di cedimenti strutturali e non è pericolante (così ha diagnosticato il consulente strutturale della CLAC); ha solo bisogno di tanta manutenzione ordinaria, oggetto appunto della pianificazione in atto da parte dell’Associazione.

Raccomandiamo di trovare soluzioni atte a che tutte le associazioni possano trovare una sistemazione soddisfacente. Spesso esse svolgono funzioni anche di supplenza rispetto a ciò che alcune istituzioni non fanno: invitiamo a conoscerle ed a guardare con attenzione alle attività svolte. Sono funzioni ed associazioni positive, ma è chiaro anche che poi tutte le attività vanno esercitate nella legalità.

Invitiamo l’Amministrazione a trovare una pronta soluzione affinché queste attività possano continuare. In tanti di questi storici luoghi abbandonati e troppo dimenticati, nella loro riscoperta e condivisione, si gioca il futuro della nostra città".


 
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