CRIMINALITA'

Frode e riciclaggio:
c'è anche un padovano

13/03/2020 07:50

Su disposizione del gip Sandro Pecorella, la finanza di Bologna sta eseguendo un'ordinanza di applicazione di misure cautelari personali e reali nei confronti di 14 persone, indagate a vario titolo per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di delitti fallimentari, fiscali, riciclaggio e auto-riciclaggio.

Le misure riguardano otto regioni (Emilia-Romagna, Piemonte, Lombardia, Veneto, Marche, Abruzzo, Sardegna e Lazio). Ai domiciliari sono finite cinque persone, altre 9 hanno un'interdittiva del divieto di esercitare uffici direttivi di persone giuridiche e imprese. Inoltre le Fiamme gialle hanno eseguito il sequestro preventivo, anche nella forma per equivalente, di beni mobili e immobili per circa 65 milioni di euro.

L'indagine, coordinata dalla pm Michela Guidi, nasce dagli accertamenti su un'azienda con sede a Budrio nel Bolognese, fallita nel 2019 e che, secondo gli investigatori, era stata usata anche per la creazione di crediti tributari falsi.

Il lavoro dei finanzieri ha consentito di acquisire diversi elementi che proverebbero "l'esistenza di un ben delineato contesto di frode organizzato" e "fondato sulle indebite compensazioni di ingenti crediti Iva inesistenti".

Questo meccanismo, definito "seriale" dagli investigatori, sarebbe stato ideato e attuato attraverso l'acquisto di immobili all'asta giudiziaria e il loro successivo utilizzo, attraverso vendite in società inattive e/o cartiere, a prezzi gonfiati fino a 500 volte, per precostituire crediti Iva fittizi che poi venivano rivenduti in tutta Italia a 'clienti' debitori dell'erario. Ad agevolare queste operazioni erano professionisti e consulenti fiscali, alcuni dei quali finiti ai domiciliari, che insieme ad altri promotori dell'organizzazione e a diversi prestanome, hanno messo in piedi "un modello di evasione diffuso" che ha visto il coinvolgimento di centinaia di società, con sede anche all'estero.

Al termine degli accertamenti è stata quantificata un'evasione all'Iva pari ad oltre 60 milioni di euro, a fronte dell'emissione di fatture per operazioni inesistenti pari a circa euro 240 milioni di euro. L'indagine ha inoltre accertato che il profitto illecito veniva riciclato in attività economiche, finanziarie e imprenditoriali. Le perquisizioni e i sequestri hanno riguardato anche la città di Lugano, dove l'organizzazione criminale aveva una sua base operativa.

I 14 sottoposti a misure cautelari sono residenti nelle province di Bologna, Milano, Pavia, Piacenza, Padova, Chieti, Teramo e Pescara.


 
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