CORONAVIRUS

Sale a 41 il numero
dei medici deceduti

26/03/2020 20:43

Altri due decessi tra i camici bianchi per l'epidemia di Covid-19. Sono, si apprende dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), Marco Lera, odontoiatra di Lucca, e Santino Forzani, direttore sanitario a Novara. Il totale dei decessi tra i medici, ad oggi, sale così a 41.

Assomiglia sempre di più ad un bollettino di guerra la lista dei medici che, sempre in prima linea nella lotta impari al Covid-19, ogni giorno perdono la vita a causa del contagio. Ad oggi si contano 41 vittime e 6.205 contagiati, ma è un dato destinato a crescere. I dispositivi di protezione individuale dpi continuano ad essere carenti o mancare del tutto ma ora i camici bianchi sono stanchi di attendere. Per questo la loro protesta approda sulle pagine della prestigiosa rivista scientifica British medical journal BMJ: "Chiediamo misure immediate - è il loro monito -. Subito test veloci e tamponi". A parlare a nome dei medici italiani è il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo) Filippo Anelli che, nella lettera pubblicata su BMJ, lancia un appello. Precise le richieste dei medici: sbloccare immediatamente le forniture di dpi ed eseguire test a risposta rapida, seguiti da tamponi, in maniera sistematica a tutti gli operatori sanitari nel pubblico e nel privato che mostrano sintomi di infezione da Covid-19 anche lieve e in assenza di febbre o che sono stati in contatto con casi sospetti o confermati. La Fnomceo chiede dunque un doppio screening prima con test veloci validati e poi con tamponi settimanali, a tutela di sanitari e pazienti e per controllare l'andamento dell'epidemia. E poi, garantire finalmente adeguati dpi: "Continuano a scarseggiare o - scrive Anelli - ad essere centellinati in maniera inaccettabile nel bel mezzo di un'epidemia a cui pure l'Italia si era dichiarata pronta solo a fine due mesi fa". E proprio la questione dei dpi, dalle mascherine a visiere e guanti, continua a far discutere: nuove scorte sono state annunciate e sono in arrivo, ma intanto i medici sono costretti a fare i conti con una drammatica carenza che li costringe, non si stanca di ripetere Anelli, a "combattere a mani nude contro il virus". Problemi di produzione e approvvigionamento che hanno spinto la Procura di Torino ad aprire un'inchiesta sulla carenza di dpi per medici e infermieri. A sostegno della richiesta di adeguate protezioni è il direttore vicario dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) Raniero Guerra, che ribadisce come gli operatori sanitari ne vadano assolutamente dotati. Quanto ai tamponi, "vanno effettuati su categorie mirate, oltre che, ovviamente - afferma - proprio sugli operatori della sanità". Misura che verrà attuata dalla Lombardia, dove da lunedì medici e infermieri controlleranno la temperatura e faranno i tamponi se hanno più di 37.5 di febbre. Quanto ad un utilizzo esteso dei tamponi sulla popolazione, ciò è ritenuto "inappropriato" da Guerra. E il ministro della Salute Roberto Speranza ha sottolineato che "sull'utilizzo dei tamponi i protocolli sono indicati dall'Oms, sui tamponi decide la scienza". Per il viceministro Pierpaolo Sileri, invece, "un numero di tamponi più alto è necessario almeno per tutti quelli che hanno sintomi anche lievi e per chi è stato in stretto contatto con soggetti positivi" e sono anche "necessari tamponi-sentinella a soggetti asintomatici che sono nelle zone dei focolai".


 
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