LA CRISI DEL LAVORO

"Cassa integrazione?
Strumento sbagliato"

08/05/2020 14:27

"Tutte le Regioni, di ogni colore politico, hanno chiesto ieri al ministro Catalfo di dire la verità sulla cassa integrazione in deroga”. Lo riferisce l’assessore regionale al lavoro del Veneto, Elena Donazzan. “La verità è che gli italiani non stanno percependo il dovuto, perché il governo ha scelto uno strumento sbagliato e una procedura eccessivamente burocratizzata – sostiene Donazzan - Tutte le Regioni, o quasi tutte, hanno processato tutte le domande pervenute: per il Veneto si tratta di 34.888 pratiche, l’Inps ha fatto tutto il lavoro che c’era da svolgere, ma i soldi continuano a non arrivare". "La cosa più facile per il governo, tranne che per il ministro del Lavoro che conosce la vicenda, è speculare su questa vicenda, scaricando la responsabilità dei ritardi sulle Regioni. Invece, chi conosce bene il sistema degli ammortizzatori sociali per averli gestiti negli anni, e in particolare nella grande crisi del 2009-2010, sa che lo strumento della cassa integrazione in deroga non è adeguato per gestire con rapidità e in modo massivo una così grande mole di richieste in emergenza".

Ieri i presidenti delle Regioni e delle Province autonome hanno affidato al presidente della Conferenza, Stefano Bonaccini, un ordine del giorno molto netto – ricorda Donazzan - che afferma che i "rallentamenti non sono certamente imputabili alle Regioni, che stanno lavorando a pieno organico per autorizzare le domande e trasmetterle all’INPS, bensì ad un meccanismo che si fonda su regole previste per situazioni ordinarie e non certo per situazioni straordinarie e di emergenza come quella che stiano vivendo".

"Tutti noi amministratori regionali siamo ben consapevoli dei limiti e dell’inadeguatezza dello strumento della cassa integrazione in deroga – prosegue Donazzan - Sarebbe stato sufficiente individuare una causale unica ‘Covid 19’, assegnare le risorse direttamente alle aziende, che avrebbero erogato gli importi ai propri lavoratore, alla pari di uno stipendio (di importo ridotto). Invece a Roma si sono incartati con gli ammortizzatori ordinari (Cigo, Fis, FSBA, cassa in deroga, Naspi, sussidio autonomi) , scaricandone la gestione su Inps, le cui Direzioni regionali stanno lavorando giorno e notte, sabato e domenica, per istruire e autorizzare le pratiche. E di fronte al caos che ha creato, cosa pensa di fare questo governo di Pinocchi? Scarica sulle Regioni le responsabilità dei ritardi, incurante di fomentare l’odio sociale. Ma le bugìe hanno le gambe corte".


 
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