LAVORO

Ripartite metà
aziende metalmeccaniche

09/05/2020 18:21

Nel sistema della metalmeccanica veneta in questa prima settimana della 'Fase 2' appena metà delle imprese ha riattivato la produzione impiegando integralmente i propri dipendenti, il 25% non è andato oltre il 70% e la parte rimanente si è limitata ad una attività molto ridotta. E' l'esito di un'indagine condotta dalla Cisl regionale su un campione di 542 aziende con poco meno di 75 mila addetti complessivi. Relativamente alla produzione, il campione restituisce un'immagine di forte incertezza. In particolare, i comparti del termomeccanico e dell' automotive, che impiegano circa 30 mila lavoratori tra diretti e indotto, denunciano un calo degli ordini tra il 60% e l'80% e lamentano ritardi nella fornitura delle materie prima e dei semilavorati. Il sindacato esprime inoltre preoccupazione relativamente agli esiti dei confronti fra le parti rispetto ai protocolli per il contenimento del Covid-19 sui posti di lavoro. Solo nel 42 % delle aziende, infatti, il Comitato di sorveglianza composto da rappresentati aziendali e delegati sindacali e referenti alla sicurezza, avrebbe disciplinato l'attuazione delle misure previste dallo stesso protocollo. Nel 46% dei casi i datori avrebbero soltanto comunicato alle Rappresentanze sindacali interne (Rsu) le modalità di adozione delle misure e nel rimanente 12% le aziende si sarebbero astenute da qualsiasi informazione.


 
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