Strade chiuse in città per lavori, ecco dove

22/05/2020 11:55

Per lavori vengono chiusi temporaneamente al traffico veicolare i tratti stradali e le vie:

fino a venerdì 5/06/2020, dalle ore 7.00 alle ore 20.00, i tratti stradali: via Giovanni Anghinoni; via Degli Zabarella, tratto compreso tra i numeri civici 60 e 76/A e viene disposta l’istituzione temporanea del doppio senso di circolazione, per il medesimo periodo, in: via Altinate, tratto compreso tra via C. Cassan e via Degli Zabarella; via Degli Zabarella, tratto compreso tra via Altinate ed il numero civico 76/A; via Degli Zabarella, tratto compreso tra via San Biagio ed il numero civico 60. nulla cambia per il transito dei residenti e l’accesso alle proprietà private;

via Sant’Agnese, tratto compreso tra via San Polo e via Dante, venerdì 22/05/2020, dalle ore 8.00 alle ore 13.00. Il transito dei residenti e l’accesso alle proprietà private potrà avvenire in senso unico alternato regolamentato da movieri nel tratto di via Sant’Agnese compreso tra l’area di cantiere e via Dante;

riviera Albertino Mussato, tratto compreso tra via San Pietro e corso Milano, lunedì 25/05/2020, dalle ore 9.00 alle 12.0. Il transito dei residenti e l’accesso alle proprietà private potrà avvenire in senso unico alternato regolamentato da movieri nei tratti di riviera A. Mussato non interessati dai lavori;

via Dei Soncin, tratto all’angolo con via A. Gritti, lunedì 1/06/2020, dalle ore 8.30 alle ore 13.30 con istituzione del doppio senso di circolazione, per il medesimo periodo, nei seguenti tratti stradali: via Degli Obizzi, tratto compreso tra via San Marino e Solferino e via Dei Soncin; via Dei Soncin, tratto compreso tra via Dei Soncin ed il cantiere.

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Padre Leopoldo, i nuovi orari delle messe

22/05/2020 11:40

Ecco i nuovi orari delle messe previste al Santuario di Padre Leopoldo in vigore da marcoledì scoros, 20 maggio. I posti a disposizione, a causa dell'emergenza COVID-19, sono solo 50 tra interni e esterni.

Dal lunedì al sabato le messe saranno celebrate alle 10.00 e alle 18.00 e alla domenica alle 8.00, alle 10.00 e alle 18.00.

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Riapre il Parco Valcorba a Pozzonovo

22/05/2020 11:14

Lunedì 18 maggio ha riaperto il Parco Faunistico Valcorba a Stroppare di Pozzonovo, con oltre 400 animali ospitati. Sono stati oltre 60 giorni complicati, anche perché il parco è stato privato della stagione più importante dell'anno, quelle delle gite scolastiche, delle festività e delle giornate primaverili, che di solito garantiscono le entrate per l'intera annata. Nonostante ciò, il benessere degli animali è stato sempre salvaguardato e cibo e cure veterinarie non sono mai mancati.

La riapertura avviene in massima sicurezza, rispettando Dpcm e ordinanze regionali; è stato addirittura fatto installare all’ingresso del parco un distributore automatico di mascherine, guanti monouso e gel igienizzante. L'estensione del parco, circa 20 ettari, consentirà agevolmente di mantenere il distanziamento sociale che anche in questa fase è raccomandato e prudente.

“L’ufficialità della riapertura del Parco Faunistico di Valcorba è una di quelle notizie di cui abbiamo più che mai bisogno – commenta l’assessore regionale al turismo Federico Caner -. È un segnale di rinascita, è uno stimolo e un incoraggiamento, nel rispetto delle regole e avendo come prima preoccupazione la tutela della salute dei cittadini, a proseguire nel difficile ma tutt’altro che impossibile percorso di riavvio delle attività sociali ed economiche dei nostri territori. La Regione del Veneto è fortemente impegnata, in collaborazione con le Amministrazioni locali, le Associazioni e categorie imprenditoriali, proprio in questo responsabile esercizio di equilibrio tra il superamento di una pandemia, che ha inferto ferite profonde alla nostra società, e il ritorno a una vita di relazioni, di mobilità e di lavoro come quella che conoscevamo prima della diffusione del Covid-19”.

“Vogliamo ripartire, e farlo in sicurezza ma senza rinunciare alle attività imprenditoriali o turistiche che fanno grande il nostro territorio – conclude il sindaco e on. Arianna Lazzarini -. Il Parco Valcorba, uno dei più grandi d’Italia, è di nuovo pronto ad accogliere i visitatori. Per Pozzonovo e Stroppare questa riapertura è simbolo di una comunità che vuole uscire dall’emergenza, ed è una salutare boccata di ossigeno: respiriamola con soddisfazione!”.

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Venerdì 22 riapre Villa Dei Vescovi

21/05/2020 11:09

A partire da venerdì 22 maggio 2020, dopo due mesi di isolamento, tornano nuovamente ad aprirsi al pubblico i cancelli della cinquecentesca Villa dei Vescovi, Bene del FAI – Fondo Ambiente Italiano a Luvigliano di Torreglia (PD), voluta dal Vescovo Francesco Pisani quale dimora estiva.

MODALITÀ DI VISITA IN SICUREZZA

A partire da venerdì 22 maggio 2020 attraverso la prenotazione obbligatoria a slot orari - venerdì sabato e domenica: 10.30/11.30/12.30/15.30/16.30/17.30. Venerdì e sabato: visita libera. Domenica: visita guidata obbligatoria - il pubblico potrà visitare Villa dei Vescovi, attraverso visite guidate per piccoli gruppi, oppure sfruttando guide digitali scaricate attraverso appositi QR Code sul proprio cellulare. Obbligatorio portate i propri auricolari. Sarà d’obbligo indossare la mascherina per tutta la durata della visita. Saranno inoltre a disposizione dispenser con gel igienizzante sia in biglietteria che nei punti critici lungo il percorso.

Per chi desidera godersi una giornata nel verde, inoltre, la Villa ha pensato ad uno speciale biglietto dedicato esclusivamente al parco che consente di usufruire di spazi all’aperto, dedicati a gruppi e famiglie. Protetti dall’erba alta e con le giuste distanze, si potrà quindi assaporare la rasserenante atmosfera che solo il contatto con la natura riesce a dare. Giorni e orari: venerdì, sabato e domenica dalle 10.00 ogni 30 minuti fino alle 17.30. La domenica sarà inoltre possibile prenotare una visita guidata naturalistica (ore 10.00/11.00/12.00/15.00/16.00/17.00).

Il programma degli eventi si arricchirà a partire da martedì 2 giugno con visite dedicate e moltissime nuove esperienze da godere in piena sicurezza: dal pic-nic, al pranzo, alla degustazione fino a piccoli laboratori enogastronomici e culturali. E, per i più sportivi, immancabili percorsi di trekking nel verde.

Il programma degli eventi è in continuo work in progress. Per modifiche e aggiornamenti consultare il sito www.villadeivescovi.it.

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Bus turistici: 42milioni di mancati ricavi

21/05/2020 10:45

Quarantadue milioni di mancati ricavi per i soli mesi di marzo aprile e maggio ed una prospettiva di mercati bloccati almeno sino a fine anno.

Sono i numeri, oggi drammatici, del comparto del trasporto privato nella provincia di Padova, tra attività di bus operator e transfer vari. Stime che riguardano 57 imprese per 427 autobus effettivi in servizio (Fonte: registro Legge Regionale 3 aprile 2009 n. 11). Mezzi fermi, bloccati nei rispettivi depositi. Lo stop di fine febbraio a qualunque spostamento, dal turismo agli eventi aziendali sino agli incontri sportivi, dalle mostre alle scuole, ha infatti bloccato tutti i possibili mercati. E l'ha fatto nel periodo stagionale in cui, notoriamente, viaggi organizzati, gite di gruppo e turismo in genere sarebbero state in pieno boom.

“Chi sta sopravvivendo lo fa solo grazie ai risparmi personali – ammette il Delegato della categoria autobus operator di Confartigianato Imprese Padova Daniele Rigato - la maggior parte delle aziende è letteralmente ferma da quasi 3 mesi e senza prospettive per almeno un anno: ci sono aziende che con i servizi scolastici potranno, forse, riprendere a settembre. Ma tutte le altre – quelle più piccole - che vivevano solo dei viaggi organizzati hanno davanti un futuro davvero incerto. Primavera ed estate, peraltro, sono l'alta stagione di questo comparto”.

I dati sul turismo dicono che solo marzo ed aprile portano in Italia 1'11,3% delle presenze turistiche dell'anno. Nelle tre regioni fin da subito interessate maggiormente dall'emergenza coronavirus, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna si concentra un terzo (34,7%) delle presenze turistiche nazionali, valore che sale al 37,5% nel caso delle presenze di stranieri.

Solo per dare una idea di quello che sta accadendo, basta guardare agli arrivi italiani e stranieri nei mesi di Marzo, Aprile e Maggio del 2019. In regione erano arrivati 4 milioni e mezzo di persone (il 63% stranieri) per un totale di 15 milioni e 700 presenze. “Immagiate tale flusso di persone quanti mezzi al giorno movimentano – afferma Rigato -. Durante questi mesi si faceva il 60% del fatturato annuo. Ora stiamo ricevendo solo richieste di cancellazioni. Il problema maggiore è la riprogrammazione, difficilissima vista la completa assenza di prospettive su come e dove ci si potrà muovere. Le stime - al ribasso - parlano di attività ridotte anche del 100% e mancati guadagni, per un'azienda media, di almeno 500 mila euro”.

Oltre al problema dei mancati incassi dovuti all’assenza del turismo, il settore deve fare i conti anche con la chiusura delle scuole, che ha implicato il fermo degli scuolabus: “I Comuni non hanno saldato le fatture di marzo e aprile, regolarmente emesse dalle imprese in base a quanto previsto dal decreto ”cura Italia” – spiega Rigato -. Faccio appello, dunque, alle amministrazioni comunali perché si apra un dialogo basato sul buonsenso, in considerazione anche di quanto previsto dal “decreto rilancio” di recente pubblicazione, per non arrivare ad un contenzioso che rappresenterebbe un danno per tutti. Le aziende del trasporto hanno bisogno di sopravvivere o la ripresa di servizi fondamentali per i cittadini sarà compromessa”.

L’appello di Rigato è condiviso anche dal Presidente di Confartigianato Imprese Padova Roberto Boschetto, che aggiunge: “Un paio di settimane fa, assieme alle altre organizzazioni di categoria, abbiamo chiesto all'assessore regionale ai trasporti Elisa De Berti di valutare l'impiego dei mezzi delle ditte private per supportare le aziende di trasporto pubblico locale, in cui solo pochissime aziende private sono già normalmente impiegate. Auspichiamo che tale proposta venga accolta in modo da integrare i servizi delle aziende municipalizzate nel momento in cui, se non vi saranno cambiamenti rispetto ai protocolli di sicurezza, gli spostamenti inizieranno a tornare alla normalità. La categoria dei trasporti non ha mai chiesto aiuti, ma la situazione di emergenza richiede risposte urgenti. Non possiamo far morire un intero comparto!”.

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Serra high-tech per i fanghi del depuratore

21/05/2020 10:15

C’è una serra supertecnologica molto particolare a Padova e si trova al depuratore di Cà Nordio, quello in cui affluiscono tutti i reflui della città. Sotto le vetrate, però, non si coltivano ortaggi e fiori, bensì… fanghi. L’innovativo impianto, unico in Italia, è appena entrato in funzione e serve a ridurre drasticamente i volumi dei fanghi in uscita dal depuratore, con due obiettivi. Da un lato, migliorare le possibilità di riutilizzo dei fanghi (impiegati come ammendante agricolo), dall’altro contenere ulteriormente i costi del servizio.

TRATTAMENTO TRADIZIONALE

Fino a oggi, i fanghi prodotti nelle vasche del depuratore (biomassa composta da sostanza organica, batteri, funghi, piccole alghe e microrganismi), hanno subito 3 trattamenti successivi per eliminarne parte dell’acqua contenuta, che rappresenta inizialmente il 99% del totale. Dapprima avviene una decantazione, poi una biodigestione (per estrarre energia elettrica, biogas ed eliminarne i batteri nocivi). Infine, una disidratazione meccanica, una sorta di grande centrifuga capace di far scendere la percentuale di acqua al 70%. A quel punto, i fanghi “asciugati”, vengono caricati su autocarri e impiegati nei campi come fertilizzante, chiudendo dunque il cerchio del pieno recupero delle risorse.

PASSAGGIO IN SERRA PER L'EVAPORAZIONE

Con l’introduzione della serra high-tech viene compiuto un salto in più. Dopo la disidratazione, i fanghi vengono distesi nella serra e lì la natura (con qualche aiuto) compie il suo corso. Grazie al sole, sotto il plexiglass della serra l’aria si scalda e un sofisticatissimo impianto di areazione ne gestisce i moti convettivi, per far sì che l’acqua ancora contenuta nei fanghi evapori il più rapidamente possibile.

Nel corso di questo processo, entra in scena anche il cosiddetto “maialino”. Si tratta di un rover (simile nell’aspetto a quelli lunari), completamente automatizzato, che percorre la serra rivoltando il fango, in modo che quello superficiale, già essiccato, lasci il posto a quello più umido sottostante. Una sorta quindi di grufolatore robotizzato, che simula appunto il lavoro che potrebbero compiere i maiali con il loro muso.

Alla fine del trattamento, che può durare dalle 2 settimane in estate alle 8 settimane nei mesi più freddi, la percentuale di acqua nei fanghi scende fino al 30%, consentendo di avere un fertilizzante pronto per l’agricoltura molto più compatto. In termini assoluti, dalle prime simulazioni effettuate, significa scendere da circa 6.000 a circa 5.000 tonnellate di fango prodotto all’anno.

I VANTAGGI

I benefici di tale maggiore densità sono numerosi. Innanzitutto, un’ottimizzazione dei costi, a vantaggio di tutti i cittadini, perché la quantità di fango da trasportare al di fuori dell’impianto è di oltre il 15% inferiore. In secondo luogo, sempre legato ai minori viaggi degli autocarri, si ha un impatto positivo in termini di traffico ed emissioni. Infine, vi è un impatto positivo sulla circolarità del processo. Il fango più compatto (70% biomassa e 30% acqua) è infatti molto più gestibile durante degli usi agricoli, soprattutto per ragioni logistiche, dunque migliorano anche le suo possibilità di utilizzo come fertilizzante per le terre che domani ci nutriranno.

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Manutenzione al Passante per due week-end

21/05/2020 09:00

Passante di Mestre chiuso questo fine settimana in direzione Trieste, per il periodico “pacchetto” di manutenzioni che Concessioni Autostradali Venete effettuerà, approfittando anche del traffico non ancora del tutto “normalizzato”, nei prossimi due weekend.

Il traffico in direzione Trieste sarà deviato all’altezza del bivio A4-A57 a Dolo sulla carreggiata est della A57-Tangenziale di Mestre (direzione Venezia) dalle ore 21.00 di venerdì 22 alle ore 6.00 di lunedì 25 maggio. Saranno pertanto chiusi in entrata, in direzione Trieste, i caselli di Spinea, Martellago-Scorzè e Preganziol. Regolare invece il traffico in carreggiata ovest (direzione Milano).

Il prossimo fine settimana (29 maggio – 1 giugno), previsioni meteo permettendo, la chiusura verrà replicata per completare i lavori, con le stesse modalità e orari.

Come in altre occasioni, la chiusura è possibile grazie alla presenza di due percorsi autostradali alternativi tra loro (Passante e A57-Tangenziale di Mestre) che consente a Concessioni Autostradali Venete di dirottare il traffico all’interno delle proprie competenze, chiudendo l’intera carreggiata oggetto di lavori. Questo permette di evitare cantieri in presenza di traffico, con vantaggi per la sicurezza sia degli operatori che dei viaggiatori e una maggior scorrevolezza del traffico.

In caso di rallentamenti e incolonnamenti dovuti alla chiusura prevista, gli utenti saranno costantemente informati in tempo reale della situazione del traffico attraverso i pannelli a messaggio variabile posti sui portali in avvicinamento alla zona.

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I sindacati ricordano i 50 anni dello Statuto

19/05/2020 21:05

"Esattamente 50 anni fa, il 20 maggio 1970, il Parlamento approvava la legge 300, meglio conosciuta come “Statuto dei Lavoratori”. Una legge cruciale per il mondo del lavoro. Finalmente, dopo anni di battaglie sindacali e parlamentari, i diritti dei lavoratori venivano riconosciuti come parte essenziale del processo di crescita economica e democratica del Paese.

Con lo Statuto, l’Italia faceva sue le esigenze dei lavoratori riconoscendo non solo la necessità di tutelarli sul piano salariale, previdenziale e dei diritti, ma colmando un vuoto normativo che neanche la nascita della Repubblica aveva assicurato, visto che sul lavoro vigevano ancora molte norme del codice civile fascista del 1942.

Fu una scelta che vide unito gran parte del mondo politico, convinto che le istanze sociali dei lavoratori fossero un fattore decisivo di sviluppo della società italiana.

Lo Statuto dei lavoratori non è stato e non è solo una lista di diritti formali, che vanno dalla tutela della salute al rispetto della libertà e dignità del lavoratore, sino al riconoscimento della rappresentanza collettiva attraverso l'agibilità in fabbrica delle organizzazioni sindacali. Certo c'è anche questo, ma ciò che più conta è l'aver messo al centro di tutto la persona, non più vista come un fattore della produzione, bensì come soggetto protagonista da tutelare nella sua dimensione sociale e relazionale. Insomma: i lavoratori non erano più merce, questo affermava lo Statuto dei Lavoratori.

Ma c’era una condizione, figlia di quei tempi, ossia che il lavoratore in questione avesse un contratto subordinato a tempo indeterminato. E questo, a distanza di 50 anni, si è dimostrato un limite, perché di fatto quelle tutele non hanno coinvolto tutti coloro che prestando la propria opera ricevono uno stipendio, senza avere un inquadramento contrattuale classico. Una categoria di lavoratori che, a partire dalla metà degli anni 90, è prepotentemente cresciuta.

Così è ricominciata la svalorizzazione e la mercificazione del lavoro. Sono nate e si sono diffuse nuove figure lavorative, la cui costante è stata la precarietà. E gli stessi lavoratori dipendenti a tempo indeterminato hanno visto man mano erosi i propri diritti. Segno che il mondo del lavoro o si unisce o perde.

Questa deriva deve terminare. Ecco perché crediamo sia necessario “riadeguare” lo Statuto ai tempi attuali, se necessario riscriverlo, rendendolo in grado di interpretare i profondi cambiamenti tecnologici, demografici e culturali che hanno stravolto il mercato del lavoro e l'intera produzione.

Se negli anni ’70 la sfida consisteva nella tutela del lavoro dipendente, oggi la domanda che proviene dalla società – dai giovani, dalle donne, dagli immigrati, vale a dire dai più deboli – è quella di protezioni universali che rendano effettivi i principi costituzionali che vedono nel lavoro uno strumento non solo di sopravvivenza, ma di dignità e di trasformazione sociale.

I diritti fondamentali devono riguardare tutte le persone che lavorano, a prescindere che la loro attività sia inquadrata nel lavoro subordinato o autonomo. I diritti non devono più essere legati alla tipologia contrattuale, ma devono riguardare la persona in quanto tale.

E non basta: ai vecchi diritti ne vanno affiancati di nuovi ed è indispensabile una riorganizzazione del lavoro.

Mai come in questo periodo, caratterizzato dall’emergenza sanitaria e da una nuova crisi economica, abbiamo toccato con mano questa esigenza.

Le piattaforme digitali hanno reso possibile – e anzi, indispensabile – il ripensamento di alcuni modelli lavorativi.

L’opportunità di ricorrere ad una nuova flessibilità organizzativa che non renda più imprescindibile la stessa presenza dei lavoratori nei luoghi di lavoro può costituire il punto di partenza per un cambiamento epocale.

Sta a noi cogliere l’occasione affinché tutto questo si traduca in un’opportunità e non nell'ennesima occasione persa.

Quanto sta succedendo ci offre la possibilità, probabilmente irripetibile, di pensare e realizzare un nuovo modello di sviluppo. Un modello che sappia affrontare le sfide della rivoluzione tecnologica, dei cambiamenti climatici, di un welfare in grado di curare le ferite del nostro tempo, di uno sviluppo che torni a distribuire benessere.

Sono sfide epocali, che vinceremo se rimetteremo al centro le lavoratrici e i lavoratori, con i loro bisogni, le loro necessità, l'ambizione di ciascuno – soprattutto delle nuove generazioni – di costruire una società più giusta.

Se al contrario, tutto questo si tradurrà in rapporti di lavoro ancora più alienanti di quelli attuali, il nostro Paese dimenticherà definitivamente la lezione di 50 anni fa, quando con lo Statuto dei Lavoratori si contribuì alla crescita non solo economica, ma civile e sociale della nostra comunità”.


(Dichiarazione dei segretari Aldo Marturano, Samuel Scavazzin e Riccardo Dal Lago)

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Lenzuolo bianco per ricordare strage Capaci

19/05/2020 20:58

Un lenzuolo bianco appeso nella facciata del Municipio, in piazza Roma, per ricordare con un flashmob la strage di Capaci, il 23 maggio del 1992 dove persero la vita Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli uomini della sua scorta. Il Comune di Montegrotto Terme ha deciso di aderire alla proposta di Maria Falcone, presidente della Fondazione intitolata al fratello Giovanni, che attraverso l’ANCI (Associazione nazionale dei Comuni italiani) ha chiesto che quest’anno la giornata sia dedicata a ricordare anche a tutti coloro che in questi mesi, si sono prodigati, con abnegazione e senso del dovere, nella difficile gestione dell’emergenza sanitaria.

"È quanto mai importante tenere alta l'attenzione perché, se alcune forme di illegalità col lockdown hanno subito uno stop, ora bisogna alzare una barriera istituzionale per fare in modo che i capitali della mafia non vadano ad intaccare un tessuto sociale e imprenditoriale fortemente messo in crisi dall'emergenza del virus. Ognuno di noi ha il compito di vigilare con attenzione e serietà", afferma il sindaco Riccardo Mortandello.

"Il collegamento ideale tra il sacrificio delle donne e degli uomini che per servire o Stato hanno perso la vita per mano mafiosa con il coraggio e l’impegno dei tantissimi operatori della sanità, dei volontari, delle forze di Polizia statali e locali e di tutti colore che sono stati in prima linea sia nel soccorso e nella cura nelle azioni di contrasto e di contenimento del virus, è il modo migliore di far rivivere l’eredità morale e il messaggio di speranza che ci ha lasciato Giovanni Falcone”, spiega Antonio Decaro, presidente dell’Anci.

Il sindaco Mortandello si unirà virtualmente agli altri sindaco d’Italia per un minuto di silenzio alle 17.57 indossando la fascia tricolore. "Celebrare la Giornata nazionale della legalità - spiega il sindaco di Montegrotto Terme - significa non solo onorare le persone che sono morte nella strage di Capaci ma anche esaltare quelle vite che, fino all’estremo sacrificio hanno compiuto il proprio dovere per difendere i valori e i principi della nostra Costituzione".

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Viabilità a Padova: due chiusure temporanee

19/05/2020 11:26

Il Comune di Padova ha comunicato che saranno chiuse temporaneamente al traffico veicolare due strade della città. Ecco i dettagli secondo la nota emanata da Palazzo Moroni.


- via Dell’Arco, per un trasloco presso un’immobile, venerdì 22/05/2020 dalle ore 9.00 alle ore 19.00 con inversione temporanea dell’attuale senso unico di circolazione nei seguenti tratti stradali: via San Martino e Solferino, tratto compreso tra via Dell’Arco e via Delle Piazze, con questa direzione di marcia e via Delle Piazze, con direzione di marcia da via San Martino e Solferino a via San Canziano. Viene inoltre istituito il senso unico alternato regolamentato da movieri in vai Marsala, tratto compreso tra via Prati e via Dell’arco;


- Riviera Albertino Mussato, tratto compreso tra via San Tomaso e via Del Vescovado, mercoledì 20/05/2020 dalle ore 10.00 alle ore 11.00, per un getto di calcestruzzo all’interno di una proprietà privata.

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