VIROLOGO

Crisanti: Impossibile
fare previsioni su virus

22/05/2020 16:23
"Parlo di quello che so. Il resto non lo dico. Sento la responsabilità di comunicare il giusto. Creare illusioni e aspettative, in questo periodo, può essere deleterio". Il Professor Andrea Crisanti, direttore di microbiologia dell'Azienda Ospedaliera, non usa mezze misure. Sembra rivolgersi alle tante opinioni di esperti sul web: da chi dice che il virus sparirà con l'estate, a chi parla del ritorno in autunno: "E' impossibile fare previsioni in questo momento. Sarebbe un azzardo e forse darebbe un messaggio scorretto", afferma.

Nelle scorse ore il primo bollettino con zero contagi.
Era importante evidenziarlo. Con l'impegno delle persone, potremo abituarci ad avere anche altre volte questo tipo di dati, nei prossimi giorni. E' un auspicio. Intanto quella di ieri è una bellissima fila di zero. E' un momento che aspettavamo da 100 giorni.

Le mascherine funzionano?
Assolutamente sì. In ospedale, ad esempio, operatori inconsapevolmente infetti usavano le mascherine e, dopo aver lavorato a contatto con colleghi, non si sono registrati altri contagi. Vuol dire che i dispositivi funzionano.

Ma i messaggi sono stati contrastanti, all'inizio.
Già, ed è stato un problema. C'è stata una mancanza di coerenza. Prima non servivano, poi servivano, poi devono essere marcate Ce, poi va bene tutto. Non c'è stato un messaggio ben definito e i giovani l'hanno interpretato come un motivo per dire 'ok, non servono'. Non do la colpa ai giovani, ma la critica è alla mancanza di coerenza.

Giovani e movida, un bel problema.
Per i ragazzi, le mascherine sono un impedimento. E' comprensibile. Penso che la responsabilità sia nel messaggio poco coerente.

Lei è un punto di riferimento mondiale per la lotta al Coronavirus.
Proprio per questo evito di dire troppo. Parlo il meno possibile. Se uno dice una stupidaggine, ci può essere un effetto a catena che bisognerebbe evitare.

I centri estivi riapriranno.
Dai dati che abbiamo, non solo su Vo', i bambini fino a 10 anni sono particolarmente resistenti al Covid19. Questo non vuol dire che non si ammalino. Considerata la loro resistenza, considero che si possa fare una sperimentazione. Con tutte le precauzioni per i genitori. La scuola diventa un momento di socializzazione per le famiglie. Questi sono momenti che dovranno essere organizzati.

C'è un aumento di richiesta di tamponi da parte delle attività produttive?
Sì, è vero. Bisogna fare sorveglianza. Non si possono fare tamponi a tutti i lavoratori. Bisogna fare i test alle persone più a rischio di infettarsi. Sono persone giovani che hanno moltissimi contatti. Gli anziani non sono i soggetti più a rischio, ma sono quelli più vulnerabili.

In che senso?
All'ospedale di Padova abbiamo fatto 200mila tamponi, 5mila positivi: la maggior parte di questi è di giovane età. Ma sono questi ragazzi che, poi, rischiano di attaccare il virus a parenti e conoscenti anziani che rischiano l'ospedale e la terapia insentiva. Il contagio sfrutta il comportamento umano. Se stiamo attenti, l'infezione diminuisce.

E' possibile pensare ad un ritorno del virus in autunno?
In questo momento è assurdo fare previsioni. Chi le fa, sbaglia. Mi astengo.

Ma c'è chi parla di una presunta sparizione del virus, con l'estate?
Di questo virus sono più le cose che non si sanno che quelle che si sanno.

La ricerca ha fatto passi in avanti?
Non molto. Non sono sicuro di questo. Abbiamo delle misure che sono poco più efficaci di una pezza calda. Non abbiamo un vaccino. L'unica cosa che sappiamo è che, identificando gli asintomatici, blocchiamo la trasmissione.

Rispetto a 30 anni fa, però, la scienza è cambiata.
Sono fiducioso. Sono stati realizzati antivirali per l'Hiv che permettono ai malati una vita pressochè normale. Stessa cosa per l'epatite C. Le prospettive di vita sono cambiate. Sono ottimista, sulla base delle conoscenze, che abbiamo gli strumenti scientifici per sviluppare antivirali. Questa è la buona notizia.

Marco Campanale









 

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