DOPO LA QUARANTENA

Martini da Vo': "Qui si
respira aria fresca"

23/05/2020 17:47

Vo' Euganeo, il Comune-focolaio del Padovano dove a fine febbraio venne proclamata la zona rossa, dove poi l'Università di Padova avviò un progetto di tamponi a tappeto sulla popolazione, festeggia la prima settimana dalla fine del lockdown. Il paese dove viveva Adriano Trevisan, la prima vittima italiana di coronavirus, sta tornando lentamente alla normalità. "Il primo giorno - racconta all'Ansa il sindaco Giuliano Martini - ho ripreso un paio di persone, entrambe non del posto, che discutevano animatamente senza mascherina, dicendo loro che se non facevano i bravi gli avrei messo in conto le cure sanitarie. Per il resto vedo grande rispetto e consapevolezza di quello che potrebbe succedere di nuovo in caso di comportamenti scorretti. Ieri sera sono stato in due locali e ho notato sempre un atteggiamento responsabile, gli unici che stavano seduti vicini - ha notato - erano fidanzati".

Giovedì Vo' ha ospitato il mercato settimanale per la prima volta dopo tre mesi. E il bar della famosa partita a carte che propiziò il contagio è solo una delle tante attività ad aver alzato le serrande. "Siamo un Comune con tante aree verdi - spiega Martini - e una bassa densità abitativa, quindi tutti i ristoranti e gli agriturismi hanno il plateatico. Forse qualcuno ha aspettato il weekend per definire tutte le regole sul distanziamento, ma in generale ho visto tutti molto attivi. Il Comune è anche disponibile ad ampliare i plateatici, ma finora non è arrivata nessuna richiesta in questo senso. Noi siamo sempre stati un paese dove si va per respirare aria fresca e quindi le cose non sono cambiate molto - ha concluso - se non nel senso che quest'estate vedremo ancora più gente all'aperto".


 
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