Un calcio alle malattie da Campodarsego

02/07/2020 09:49

Per tirare in porta e fare gol ci vuole il pallone giusto, tanto più quando il gol in questione ha un valore vitale: sconfiggere i tumori che colpiscono bambini e ragazzi.

La Città di Campodarsego non ci ha pensato due volte a sposare la nuova campagna della Fondazione Città della Speranza, “Aiutaci a dare un calcio alle malattie pediatriche”, scegliendo il nuovo pallone logato “Tuo Dream” da mettere a disposizione del Campodarsego Calcio e delle scuole del territorio. “L’Amministrazione comunale ha accolto con favore l’iniziativa di Città della Speranza, con la quale siamo gemellati dal 2009. Aiutare una realtà così importante, che mette in primo piano la salute dei bambini, creando un legame con lo sport locale, in particolare con l’ACD Campodarsego che sta dando grandi soddisfazioni, ci sembrava un ottimo connubio”, affermano Mirko Patron e Valter Gallo, rispettivamente sindaco e vicesindaco, nonché assessore allo sport, della Città di Campodarsego.

Di qui la scelta di donare al Campodarsego Calcio e ai suoi iscritti 200 palloni di Città della Speranza, a fronte di un contributo che sarà interamente devoluto alla ricerca pediatrica, in particolare a finanziare il lavoro di un ricercatore per un anno nel più grande centro di ricerca europeo in questo ambito: l’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza. “Ma non vogliamo fermarci qui – continuano Patron e Gallo –. Destineremo altri 50 palloni alle scuole del nostro comune per le loro attività sportive”.

Il primo cittadino intende proporre l’adozione di tale pallone anche alla Nazionale Italiana Sindaci di cui è presidente: “Al fischio d’inizio della prossima partita dovrà esserci questa palla al centro”. “Ringrazio l’Amministrazione comunale per aver condiviso questo progetto con il Campodarsego Calcio – dichiara il presidente Daniele Pagin –. I palloni saranno utilizzati negli allenamenti e durante le partite del settore giovanile che, dal prossimo campionato e grazie ai recenti successi ottenuti, vedrà un maggior numero di iscritti rispetto ai 300 attuali. Sapere, quindi, di contribuire ad aiutare chi ha bisogno ci fa particolarmente piacere”.

“Il gesto della Città di Campodarsego, a cui va il nostro sentito ringraziamento, racchiude l’essenza del gemellaggio con Città della Speranza: sensibilizzare la cittadinanza e, ancor più, le giovani generazioni al significato della solidarietà e del volontariato – osserva la past president e referente per il fundraising Stefania Fochesato –. Il nostro auspicio è che un domani questi bambini e ragazzi, che oggi giocano con il nostro pallone, si facciano a loro volta parte attiva nel sostegno alla ricerca come volontari. Speriamo che anche altri Comuni seguano l’esempio di Campodarsego”.

L’iniziativa intrapresa dalla Città di Campodarsego è stata resa possibile grazie alla preziosa collaborazione del consigliere di Città della Speranza Andrea Gioacchini, che sul territorio ha contribuito alla realizzazione di vari eventi (su tutti, l’annuale Concerto di Natale), con il sostegno non solo comunale ma anche di altre importanti associazioni come Avis, Noi Reschigliano, Reschigliano Insieme e ProLoco di Sant’Andrea di Campodarsego.

La possibilità di supportare la ricerca scientifica attraverso il pallone è aperta a tutti. Le prenotazioni vanno effettuate tramite il form a questo link: https://cittadellasperanza.org/vesti-la-ricerca-e-dai-un-calcio-alle-malattie-pediatriche/.

L’iniziativa è resa possibile grazie all’impegno dell’azienda “Tuo Team” di Villaverla.

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Gli affitti tengono in ansia i commercianti

01/07/2020 12:43

Difficile fare una classifica di quali siano, ancora adesso, i “nemici” dell’economia post Covid-19. “Diciamo che siamo in presenza – conferma Patrizio Bertin, presidente di Ascom Confcommercio Padova – di una somma di fattori: paura sociale, limitazione degli ingressi nei negozi con spazi ridotti, riduzione delle capienze per il distanziamento sociale nei bar e ristoranti, mancanza di turismo, eccessivo ricorso allo smart working. Però se c’è un problema che più di ogni altro, al pari del costo del lavoro, sta seriamente preoccupando gli imprenditori, questo è il problema degli affitti”.

Non che per Bertin il problema si manifesti oggi: già il 9 marzo prendeva carta e penna per chiedere un primo intervento in favore di una cancellazione o riduzione degli affitti, lanciando una sorta di appello: “Il coronavirus ci sta dicendo soprattutto una cosa: o ne usciamo tutti assieme, esprimendo il massimo della coesione, o rischiamo seriamente”.

Un appello in parte accolto, in parte no. Ottimo osservatorio, in tal senso, l’ufficio legale dell’Ascom Confcommercio che, in questi mesi, ha aiutato diversi imprenditori (si tenga presente che uno su due, mediamente, è in affitto ed in alcune aree diventano tre su quattro) a cercare una soluzione finendo anche per rivelare che c’era maggiore propensione alla trattativa tra i locatori più giovani e della città rispetto a quelli più anziani e della provincia e che comunque le trattative diventavano difficili, per non dire impossibili, quando il locatore era una società. “Eppure – continua il presidente dell’Ascom Confcommercio – non dovrebbe essere difficile, per un proprietario di immobile destinato ad attività commerciale, comprendere che evitare di strozzare il locatario è anche nel suo interesse”.

Ragionamento semplice: se io locatore ti concedo una cancellazione o comunque una forte riduzione dell’affitto per i mesi di marzo, aprile e maggio e magari concordo un canone comunque ridotto da giugno a dicembre, aumenterò sicuramente la probabilità di sopravvivenza del negozio che, da gennaio, a ripresa (si spera) avviata, ricomincerà a pagarmi al 100%. Viceversa, se il negozio chiude per sfratto, sarà ben difficile che io locatore possa riaffittare a qualcun altro il negozio visti i tempi grami che stiamo vivendo.

E’ vero che il governo ha previsto un bonus, sotto forma di credito d’imposta, pari (fino ai 5 milioni di fatturato) al 60% di quanto effettivamente pagato, ma Confcommercio e Ascom, a questo proposito, avevano avanzata l’ipotesi che a godere del bonus non fossero gli affittuari, ma i proprietari. “In questo modo – spiega Bertin – il proprietario, forte del bonus del 60%, avrebbe potuto richiedere, fin dal primo momento, un canone ridotto del 40% rimettendoci praticamente “zero” pur aiutando l’inquilino”.

Purtroppo, argomento chiuso. “Non è invece chiusa la partita – conclude Bertin – relativamente alla necessità che i locatori vengano incontro alle necessità dei locatari che, se sono sempre stati corretti nei pagamenti ed ora chiedono una riduzione, è perché effettivamente non ce la fanno”.

C'è infine un ultimo aspetto che dovrebbe convincere i proprietari degli immobili a scendere a più miti consigli: il tribunale di Venezia, nelle scorse settimane, ha stabilito che, in presenza dell'impossibilità a svolgere il proprio lavoro (ed è fuor di dubbio che nei mesi critici del lockdown questo sia avvenuto) il canone non è dovuto. Una sentenza, come una rondine, non fa primavera, ma forse fa giurisprudenza.

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Run for IOV, Stadio Colbachini per le atlete

01/07/2020 10:46

Assindustria Sport da tempo ha deciso di abbracciare un progetto patrocinato dall’istituto Oncologico Veneto e dal dipartimento di Medicina dello Sport dell’Università di Padova: RUN FOR IOV. E continua a sostenerlo anche ora che è sfumato l’obiettivo di correre la maratona di New York 2020, rinviata al 2021 a causa della pandemia. Già, perché queste meravigliose donne, ognuna con una storia di tumore al seno, si sono appassionate talmente alla corsa da non volersi fermare. E la novità è che da un paio di settimane e per i prossimi mesi avranno a disposizione lo Stadio Colbachini - gestito dalla società gialloblù - tutto per loro, ogni mercoledì sera dopo le ore 20.

"Si tratta di un’opportunità preziosa - spiega la loro allenatrice, la professoressa Chiara Arrigoni, che segue anche il Gruppo Podistico di Assindustria Sport -, perché molte di queste ragazze non hanno abbandonato l’utilizzo di farmaci e sono immunodepresse. Poter contare sull’uso esclusivo dell’impianto le protegge da potenziali rischi di contatto con agenti batterici che potrebbero compromettere la loro salute. La società ha subito capito l’esigenza, anche perché il loro esempio è bellissimo e il messaggio che arriva travolgente. Ogni anno, infatti, le ragazze di RUN FOR IOV scelgono un evento a cui partecipare e, attraverso Rete del Dono, organizzano una raccolta fondi. Sono donne che non hanno mai corso una maratona prima, ma che si preparano ad affrontarla rimettendosi in gioco. Nelle settimane di lockdown hanno continuato ad allenarsi a livello individuale anche attraverso la piattaforma Zoom, seguendo i programmi che preparavamo per loro. E, quando si è saputo che l’edizione 2020 della maratona di New York, inizialmente in programma per il 1° novembre, è saltata hanno comunque deciso di continuare ad allenarsi, tanto forte è diventata la loro passione".

Il team RUN FOR IOV è composto da donne seguite allo IOV-IRCCS per carcinoma mammario. Al gruppo delle veterane ogni anno si aggiungono nuove atlete. Nato per iniziativa di una paziente IOV, Sandra Callegarin, il progetto RUN FOR IOV, organizzato da Run Your Life Again-RYLA onlus con il patrocinio e la collaborazione dell’Istituto Oncologico Veneto-IRCCS e dell’UOC Medicina dello sport e dell’Esercizio dell’Azienda Ospedaliera di Padova, coinvolge oltre 30 donne di ogni età (da 30 a 65 anni) con la creazione di un team di runner (da cui il nome RUN FOR IOV) allenate, seguite e preparate da specialisti di ambito sportivo, medico, nutrizionistico e psicologico. "L’esperienza di RYLA è nata per sensibilizzare sull’importanza della prevenzione e per dare l’opportunità a donne che abbiano vissuto l’esperienza del tumore al seno di cimentarsi in un progetto sportivo di squadra, riprendendo a “correre la propria vita”, insieme ad altre compagne di avventura e ai medici che le hanno curate, lanciando un messaggio di incoraggiamento alle pazienti di oggi", ha avuto modo di spiegare Sandra Callegarin all’inizio di questa nuova fase del progetto. "RYLA significa proprio questo: Run Your Life Again, Corri di nuovo la tua vita. E per chi correre se non per chi la vita ce l’ha salvata? Per chi raccogliere fondi se non per sostenere quella ricerca che ci ha consentito di essere qui? Per questo il progetto promuove anche una raccolta stabile di fondi per la ricerca e cura del tumore al seno, a favore dell’Istituto Oncologico Veneto IOV-IRCCS".

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Chiude il numero verde infocovid: i numeri

01/07/2020 10:04

Oggi chiude l'attività Infocovid del numero verde 800 99 00 09 gestito dalla Protezione Civile Regionale.

Il servizio attivo dal 22 di febbraio ha gestito, nei 130 giorni di emergenza Covid-19, 12.900 telefonate pari a 759 ore di conversazione, con picchi giornalieri di 370 telefonate.

Da questa sera il numero torna disponibile esclusivamente per la segnalazione emergenze di protezione civile. Per porre quesiti sanitari relativi all'emergenza Covid-19 gli utenti possono inviare una email all'indirizzo [email protected], mentre per quesiti tecnici relativamente a decreti ed ordinanze all'indirizzo [email protected] o visitare i siti istituzionali della Regione del Veneto e delle Aziende ULSS competenti per territorio.

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Settore cunicolo, crisi senza fine: perso il 30%

01/07/2020 09:30

“Nel primo semestre del 2020 abbiamo perso il 30% dei guadagni. Solo adesso vi sono degli spiragli di ripresa”.

Bruno Pettenuzzo è il titolare dell’omonimo allevamento cunicolo di San Giorgio in Bosco. Un settore, questo, che “tira” ancora in provincia. Qui, nel padovano, viene allevato circa il 10% del totale dei conigli a livello nazionale. Numeri significativi, se si considera che in Veneto insistono poco meno di 500 imprese del comparto, per un fatturato complessivo che si attesta sugli 80 milioni di euro all’anno. Durante il lockdown i listini Cun (Commissioni uniche nazionali) relativi al cunicolo sono arrivati a registrare una punta minima di 1,24 euro al chilo (in taluni casi, -49% rispetto e gennaio 2020, fonte Ismea, Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare). “In pratica – spiega Pettenuzzo – abbiamo lavorato in perdita, resistendo nella speranza che giungessero tempi migliori”. Oggi, appunto, il trend sembra si stia invertendo (l’ultima quotazione è data a 1,59 euro al chilo), anche se rimangono delle grosse incognite relativamente all’andamento del comparto da settembre in poi. “E’ stato un disastro sotto ogni punto di vista – chiarisce l’imprenditore – Con la chiusura del macrosettore Horeca, vale a dire tutti i servizi relativi alla ristorazione e all’ospitalità, lo sbocco di mercato era rappresentato solamente dalla grande distribuzione organizzata”. Lungo la filiera, però, vi sono stati dei fenomeni speculativi: il prezzo finale del prodotto è rimasto inalterato, mentre il lavoro svolto dagli agricoltori non è stato adeguatamente riconosciuto a livello economico. E pensare che, secondo quanto riportato dal “Rapporto di Ismea inerente la domanda e l’offerta dei prodotti alimentari nel terzo mese di diffusione del virus”, i dati sui consumi domestici della carne di coniglio hanno segnato un leggero miglioramento (+6%). “Questo incremento – aggiunge Pettenuzzo – noi non lo abbiamo nemmeno percepito in termini di guadagni, anzi”.

“Sfatiamo un tabù – osserva il direttore di Cia Padova, Maurizio Antonini –. Il fatto che la Cun fissi prezzi bassi non significa che il consumatore finale troverà nei supermercati la carne di coniglio ad un prezzo più conveniente”. Tutt’altro: in questo momento il prezzo medio al consumo rilevato da Ismea è di 8,21 euro al chilo, quando un anno fa era di 7,50 euro al chilo (www.ismeamercati.it). “Qualcuno se ne sta clamorosamente approfittando – precisa Antonini – Gli imprenditori hanno bisogno di ripartire dopo il prolungato lockdown, e invece si trovano incastrati nel mezzo di meccanismi speculativi. Inoltre, pagano lo scotto di un’etichettatura sull’origine dell’animale che, almeno per il coniglio, non è ancora obbligatoria. Questa misura, già prevista per le altre carni fresche quali suini, bovini, ovicaprini e pollame dall’Ue, è necessaria per valorizzare le eccellenze della nostra Regione. Serve un marchio ad hoc al fine di dare nuovo slancio al cunicolo, che qui genera una qualità superiore rispetto ad altre nazioni produttrici”.

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Aggredì nonno vigile, colpito da daspo urbano

30/06/2020 15:13

Questa mattina la Volante è intervenuta nuovamente ai Giardini Arena in quanto ha rintracciato all’interno il guineano pregiudicato che qualche giorno fa aveva insultato e minacciato un nonno vigile e che era statoconseguentemente munito del decreto di espulsione.

Nei suoi confronti è stato disposto il Daspo urbano, consistente nell’ordine di allontanamento dalla zona interessata e dalle sue pertinenze.

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Prosciutto Veneto DOP, Presidente Fontana

30/06/2020 15:09

L’Assemblea dei Soci, svoltasi a Montagnana il 24 Giugno, ha rinnovato anche il Consiglio di Amministrazione che affiancherà il presidente nella gestione del prossimo triennio. Vicepresidente è Monica Visentin, che rappresenterà i produttori veronesi e prima donna in carica dalla fondazione del Consorzio. Consiglieri sono il riconfermato Paolo Colognese e i nuovi entrati Diego Guerriero e Manuel Furlani, tutti con prosciuttifici nel vicentino.

Attilio Fontana, contitolare con i fratelli dell’omonima, centenaria azienda di Montagnana, guiderà il Consorzio per la quarta volta, avendone retto i vertici già dal 1999 al 2006.

Lo stesso giorno si è svolta anche l’Assemblea Straordinaria per la modifica del Disciplinare di Produzione, che sarà reso più rigoroso, anche alla luce delle richieste dell’UE e del MIPAAF, e più vicino alle richieste dei consumatori, in particolar modo prevedendo un minor contenuto di sale – che rimane l’unico conservante- e una stagionatura minima che sarà innalzata di due mesi.

Gli attuali dieci produttori associati all’ente di tutela rappresentano il 100% della produzione certificata dell’area della pianura pedecollinare berico-euganea, quindici comuni solo all’interno dei quali è riservata la possibilità di lavorare e stagionare il Prosciutto Veneto DOP.

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Comitato territoriale per il contrato al covid

30/06/2020 11:33

L’operatività formale scatterà domani, 1° luglio, per andare a scadenza il 31 dicembre. “Ma possiamo dire che già adesso la “sostanza” di ciò che costituisce l’accordo, è già stato recepito nei fatti dalle parti in causa”. Marco Italiano è il presidente dell’Ente Bilaterale Terziario Padova, l’organismo promosso dall’Ascom Confcommercio e dalle organizzazioni provinciali dei lavoratori del comparto, vale a dire Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs ed è l’organismo che ospiterà il Comitato Territoriale di Padova per il contrasto ed il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro delle aziende del settore terziario, della distribuzione e dei servizi, comitato che è il frutto di quanto sottoscritto dalle parti.

Alla firma dell’accordo, che recepisce quanto già individuato su scala nazionale, erano presenti, per l’Ascom Confcommercio, il direttore generale Otello Vendramin, lo stesso Marco Italiano ed il responsabile dell’ufficio legale, Enrico Rizzante, mentre per ciò che attiene alle organizzazioni sindacali hanno siglato l’accordo Marquidas Moccia per la Filcams Cgil, Marco Bodon per la Fisascat Cisl e Fernando Bernalda per la Uiltucs.

Ma cosa prevede l’accordo e, soprattutto, quali sono i campi di intervento del Comitato Territoriale? In sintesi: fornire indicazioni operative finalizzate ad incrementare, negli ambienti di lavoro del settore terziario, le misure precauzionali atte a contrastare l’epidemia; a proporre l’adozione di una serie di azioni atte a prevenire il rischio di infezione e ad indicare percorsi di formazione in favore delle aziende e dei lavoratori.

Per raggiungere gli obiettivi che si propone, il Comitato potrà avvalersi di esperti come il medico e lo psicologo del lavoro, il tecnico responsabile del servizio prevenzione e protezione (RSPP), esponenti di Ats e Inail territoriali.

Il protocollo, oltre che richiamare concetti di prevenzione di ordine generale, formula anche specifiche disposizioni per la aziende della distribuzione, per quelle di servizi e per gli uffici aperti al pubblico.

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Polverara: lavori per la sicurezza idraulica

30/06/2020 09:06

Aggiunto un nuovo tassello agli interventi previsti sulla maglia idraulica territoriale, nel comune di Polverara. Terminati i lavori nel tratto di fossato di via Sabbioni e via S. Fidenzio, garantendo il normale deflusso delle acque meteoritiche nello scolo Altipiano.

Grazie all’accordo di programma tra Regione Veneto, Consorzio di bonifica Bacchiglione e Comune di Polverara è stato possibile realizzare i lavori straordinari di manutenzione sulla maglia idraulica territoriale, al fine di garantire un primo invaso delle acque meteoritiche e il loro deflusso verso il canale di scarico, evitando così allagamenti nelle aree urbane. "Siamo particolarmente contenti come Amministrazione, per la conclusione di questo importante intervento che va a risolvere una delle criticità idrauliche nel nostro territorio. Ora spetta ai privati mantenere il buono stato di salute delle fossature. I buoni risultati si ottengono – afferma il Sindaco di Polverara Alice Bulgarello - solo se tutti i soggetti del tavolo collaborano attivamente. Un ringraziamento particolare al Consorzio di bonifica e agli uffici comunali che hanno seguito passo passo tutti i lavori con grande passione"

L’intervento ha previsto la pulizia e rimozione della vegetazione lungo le sponde, lo scavo del fossato per rendere le quote idonee allo scarico nello scolo Altipiano, l’idropulizia e la video ispezione dei tombinamenti esistenti e la realizzazione di nuovi accessi carrai. "La poca, quasi assente, manutenzione della fossatura privata soprattutto negli ultimi anni ha causato non poche criticità dal punto di vista della funzionalità idraulica sia per il territorio rurale, sia per quello urbano dei Comuni stessi. La manutenzione e la pulizia dei fossi privati e della rete idraulica minore è fondamentale per la sicurezza idraulica di tutti – afferma il Presidente del Consorzio di bonifica Bacchiglione Paolo Ferraresso -. Ancora una volta lancio il mio caloroso appello perché la pulizia e la cura delle fossature minori avvenga in maniera sistematica, solamente facendo rete possiamo garantire la sicurezza di tutti".

La spesa complessiva per lo svolgimento dei lavori è stata di 96.000 euro, di cui 50.000 euro finanziati dalla Regione Veneto e 46.000 euro a carico del Comune di Polverara.

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Euganeo: Cremonini e Ferro rinviati al 2021

29/06/2020 12:07

Cesare Cremonini e Tiziano Ferro, protagonisti di due distinti tour in Italia programmati inizialmente per l’estate del 2020, annunciano la riprogrammazione delle date nel 2021. I biglietti precedentemente acquistati rimarranno validi per le rispettive nuove date.

Il tour “CREMONINI 2021 STADI” farà tappa allo Stadio Euganeo di Padova il 12 giugno 2021. Il tour “TZN 2021” è riprogrammato a Padova, Stadio Euganeo, al 14 luglio 2021.

I biglietti per le nuove date sono disponibili per l’acquisto sulle piattaforme ufficiali Ticketmaster Italia e in tutti i punti vendita autorizzati. Sul sito zedlive.com sono disponibili ulteriori informazione sui concerti rimandati.

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