POSTI DI LAVORO A RISCHIO

Scuole private
sull'orlo della crisi

29/06/2020 16:12

Gli asili nido e le scuole private, le rilegatorie e le cartolibrerie, legate al mondo dell’università. Le piccole e medie imprese della scuola chiedono aiuto all’associazione di categoria e l’Ascom gira le loro richieste al senatore padovano Antonio De Poli.

Secondo le proiezioni entro fine anno in Veneto saranno 200mila i posti di lavoro persi. Ad oggi sono già 65mila, finché persiste il divieto di licenziare. Poi, sarà un’ecatombe.

In estrema difficoltà sono asili nido e scuole private chiuse per sempre a causa del lockdown per almeno il 30% nel territorio regionale. E’ il mondo delle piccole e medie imprese collegate al mondo della scuola che non sia quella pubblica a presentare all’Ascom di Padova delle chiare richieste al senatore padovano Antonio De Poli che prende appunti e chiede nero su bianco delle proposte da portare a Roma. “Sono molto critico con il governo per l’eccessiva burocrazia e la poca praticità – commenta il senatore dell’Udc – bisogna ripartire con regole chiare e severe, come hanno fatto altri paesi”.

“Imprese e partite Iva vogliono lottare e ripartire – dice il presidente Confcommercio Ascom di Padova Patrizio Bertin – chiedono di essere ascoltate dal governo per non dover licenziare, e saranno tantissimi, troppi, i disoccupati tra settembre e ottobre”.

Rilegatorie e cartolibrerie sono ferme al 20% della loro attività. Con le università chiuse e le tesi online non si fanno più rilegare testi che diventano file digitali da spedire con un click anziché consegnare o imbucare per il relatore e controrelatore.

In stand by dal 21 febbraio è anche il settore dei corsi di formazione, sono le scuole di lingue, i nidi privati che chiedono il ripristino del rapporto 1-8 diventato 1-5 tra educatori e bambini e tre scenari possibili a settembre. “Non solo uno e catastrofico – spiega Elena Pisani, vicepresidente Assonidi Veneto – anche uno intermedio e l’altro di normalità, così da poterci organizzare al meglio e per il meglio”.

Se non riparte la scuola, compresa quella dedicata alla fascia 0-3 anni, non solo educatrici e coordinatori ma anche le famiglie sprofonderanno nella crisi economica, con genitori, madri soprattutto, costrette a rinunciare al loro posto di lavoro per stare con i figli.


 

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