ECONOMIA

Vino, cala export in
Germania e Uk

02/07/2020 15:57

Primo quadrimestre 2020 amaro per l'export di vino italiano sulle due principali piazze europee, Germania e Regno Unito: - 8,9% per i primi e -13,3% per i secondi. Ma aprile è stato ancora più nero: -19,7 in Germania e -17,5% in Uk. Lo rileva l'Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor. Anche l'Italia sconta perdite consistenti ma limita i danni, a dimostrazione di un assortimento dell'offerta più variegato, in particolare sul canale della gdo. Nei 4 mesi cede infatti a valore l'1,3% in Germania e il 15,6% in Gran Bretagna, mentre in aprile il calo è rispettivamente del 12,8% e del 6,5%. L'Italia, comunque, ha avuto una maggior capacità di tenuta rispetto al principale competitor, la Francia. Ne consegue una crescita delle quote di mercato in Germania (dal 36,8% al 39,9%) e una sostanziale tenuta delle stesse in Uk.Il prezzo medio, però, cala del 18% in Gran Bretagna e del 7% in Germania ad aprile rispetto al trimestre precedente. "La pressione sui prezzi è preoccupante - spiega Denis Pantini, responsabile dell'Osservatorio -, a testimonianza del fatto che i retailer stanno facendo pressione sui produttori anche alla luce dei primi segnali di recessione che si stanno delineando in questi Paesi e che giocoforza andranno ad incidere pure sugli acquisti di vino". "È determinante non interrompere il dialogo con i nostri interlocutori di mercato - rileva Giovanni Mantovani, dg Veronafiere -. a questo serve wine2wine Exhibition&Forum, un evento dinamico e innovativo basato sull'interazione b2b digitale e fisica che comincia ora e termina in fiera a Verona il 22-24 novembre, con il prologo di Operawine realizzato con Wine Spectator". Profondo rosso ad aprile per i transalpini, che cedono a valore circa il doppio della media: -40,2% in Germania e -38,6% in Uk. Un decremento confermato anche nel quadrimestre, con Parigi a -19,8% nell'import teutonico e -24,9% nella domanda Uk. Va meglio invece alla Spagna e alla Nuova Zelanda, quest'ultima in crescita nel Regno Unito dove raggiunge il terzo posto tra i Paesi produttori a scapito dell'Australia e nel quadrimestre segna luce verde in entrambi i Paesi.


 
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