A CAUSA DEL CORONAVIRUS

Redentore: annullati
i fuochi d'artificio

09/07/2020 19:01

Il Coronavirus miete un'altra "vittima" a Venezia, che dovrà rinunciare alla parte più spettacolare di una delle sue feste più popolari, quella del Redentore. Le norme anti-epidemia e il timore dei focolai "di ritorno" da assembramento rendono impossibile l'organizzazione in sicurezza dei grandi fuochi d'artificio sul Canale della Giudecca, davanti alla chiesa del Palladio eretta nel 1577 come voto dopo la liberazione dalla peste, accompagnati da gite con cena in barca dei veneziani. Polemiche erano state sollevate a Carnevale, la cui conclusione, in pieno allarme-pandemia, era stata gestita con qualche ritardo, giustificato dall'intenzione di non instillare il panico tra la folla dei visitatori. L'intenzione stavolta era di poter riuscire a mantenere intatto il programma, compresi i fuochi, in sicurezza, ma dalla città si erano levate proteste di residenti e dell'opposizione di centrosinistra. Infine, la rinuncia comunicata stamani. "Non ho buone notizie - ha esordito affranto il sindaco Luigi Brugnaro -. Sono stato sveglio tutta la notte: purtroppo sono costretto a dirvi che annulliamo i fuochi d'artificio per il Redentore. Chiedo scusa ai cittadini e a chi, con me, ha lavorato fino all'ultimo minuto per l'organizzazione dell'evento. Negli ultimi giorni i dati sull'emergenza sanitaria, anche nella nostra regione, hanno indicato un lieve aumento dell'indice di contagio. Venezia è, ed è sempre stata, una città sicura e responsabile, non possiamo permetterci di rischiare sulla salute dei cittadini e vanificare il grande lavoro che è stato fatto in tutti questi mesi per farla ripartire. Su questo fronte i numeri delle presenze sono confortanti e proprio per questo motivo vogliamo dare un messaggio di responsabilità al mondo: chi viene a Venezia può farlo perché troverà una città sicura. Mi assumo la responsabilità della decisione - ha sottolineato - è una scelta di coscienza prima di tutto". All'incontro era presente anche Fabrizio D'Oria, direttore di Vela, la società che insieme al Comune ha definito e organizzato gli eventi in calendario nel corso dei festeggiamenti, che comunque seguiranno alcuni tradizionali momenti di celebrazione, e si apriranno con l'inaugurazione del ponte votivo, venerdì 17 luglio, alla sera, con il patriarca di Venezia, mons. Francesco Moraglia. Il ponte resterà aperto al pubblico fino alla mezzanotte di domenica 19. Confermate le celebrazioni religiose, l'accensione delle tradizionali luminarie lungo fondamenta delle Zattere e alla Giudecca. La novità consiste in alcuni spettacoli che si terranno lungo il Canal Grande: quattro "freschi notturni" che diffonderanno musica lungo le rive, dalla stazione ferroviaria toccando Punta della Dogana, fino alla Giudecca. In serata ancora musica, con concerti in alcuni plateatici in varie zone della città. Domenica pomeriggio sono confermate le regate di voga alla veneta nel tratto antistante la Giudecca. Non saranno vietate le tradizionali "tavolate" alla Giudecca e le rive resteranno accessibili, ma secondo le norme anti-Covid.


 
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