LA STORIA

Ha la sindrome di Dravet
donatore salva la casa

01/08/2020 12:48

L'azienda dei suoi genitori era in crisi e la casa dove vivava era andata all'asta.

La storia del 14enne di Piazzola sul Brenta affetto dalla sindroma di Dravet (una forma di epilessia rara e invalidante) aveva commosso il web e non solo quando in molti si erano mossi cercando donazioni al fine trovare i soldi che ai suoi genitori servivano per potergli garantire un tetto sulla testa.

E' di questi giorni la notizia che un benefattore anonimo ha versato 152mila euro per ricomprare all'asta la casa speciale, attrezzata per assistere Leonardo. Per lui e la famiglia è la fine di un incubo.

La mamma del 14enne, Martina Varini, saputo del bonifico, non è riuscita a trattenere le lacrime: "Sono chiusa in casa 24 ore al giorno, curo Leonardo come un oracolo e sopportare questa cosa dello sfratto per due anni…". Ora vorrebbe incontrare il benefattore, "ma so che è impossibile", dice.

Intervistata dal Corriere della Sera, la giovane mamma ha raccontato cosa voglia dire vivere quotidianamente la sindrome di Dravet: "Il bambino è in carrozzina e dev'essere assistito giorno e notte. La casa è su due piani ma di sopra Leonardo non può andare, perché ci sono diciotto scalini. Giù abbiamo allestito un divano letto, che la sera diventa un matrimoniale. Dorme lì, sempre con una persona accanto, perché non può stare solo. C'è il bagno attrezzato con la doccia grande, dove si può entrare vestiti e lavarlo, e il lavandino a misura della carrozzina".

Due anni fa, la casa era stata pignorata. Tra il 2010 e il 2011, la piccola azienda di saldature del padre è entrata in crisi finché i debiti hanno portato alla richiesta di sfratto. A quel punto i cittadini con la Pro Loco, l'associazione "Creativamente abili", il consigliere comunale Federico Bellot e il consigliere regionale Luciano Sandonà, ha deciso di mobilitarsi per raccogliere fondi. "Lo scorso febbraio si è formato un comitato spontaneo", dice il sindaco di Piazzola Valter Milani, come riporta il Corriere. La Pro Loco ha aperto un conto ed è partita la sottoscrizione pubblica. Per ricomprare all'asta la casa servivano 240mila euro.

A inizio lockdown, in cassa c'erano 80mila euro, trop "pochi" considerando che il termine per il riacquisto è fissato al 3 settembre. Proprio in questo frangente, è comparso il benefattore anonimo: la Pro Loco ha ricevuto 152mila euro (la cifra che mancava più il denaro per le spese pratiche) sul conto. "Ero stato contattato da un avvocato di Padova, che mi aveva detto di avere un cliente disposto a mettere la differenza. Lo chiamo benefattore e non so nulla di lui o lei. Potrebbe essere una società o una persona, non ne ho idea", spiega il sindaco.


 
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