VERTICE A ROMA

50 anni delle Regioni,
le parole di Mattarella

05/08/2020 07:26

Le Regioni compiono 50 anni e dopo la prova di fuoco della pandemia vogliono provare a contare anche sul Recovery Fund e l'utilizzo di risorse europee senza precedenti. "Una occasione di storico rilancio", secondo il presidente Sergio Mattarella che riceve i governatori al Quirinale, "non un passaggio delle diligenza da cui attingere", bensì "un appuntamento da non perdere per incidere sui nodi strutturali con riforme e investimenti strutturali, con il recupero di ritardi decennali".

Il Capo dello Stato indica ai governatori lo spirito della Costituzione, citando gli articoli 2 e 3 della Carta e sollecita: attuarli è un dovere, così come utilizzare equamente le risorse. Il messaggio del Capo dello Stato è rivolto sostanzialmente all'applicazione coerente sul territorio nazionale della salvaguardia e dell'eguaglianza sostanziale di tutti i cittadini, a partire dalla salute.

I presidenti di Regioni e Province autonome, guidati da Stefano Bonaccini, si riuniscono prima in un hotel del centro di Roma, per la prima volta non in videoconferenza da mesi, poi salgono al Colle. Al presidente della Repubblica presentano il loro Piano per l'Italia in vista del Recovery Plan che il governo elaborerà per la ricostruzione e Mattarella riconosce che il contributo delle Regioni è "prezioso". Ma chiede, appunto, "un utilizzo equo, efficace ed efficiente delle risorse". Mattarella parla davanti al ministro delle Autonomie Francesco Boccia - che ha partecipato all'incontro con le Regioni - e a gran parte dei 21 governatori e presidenti di Province autonome (tra gli assenti Nicola Zingaretti del Lazio). "In questi 50 anni le Regioni si sono affermate come componente fondamentale dell'architettura della Repubblica - dice il capo dello Stato -. Le Regioni si sono rivelate forte elemento di coesione del popolo italiano".

Nel 1970 nacquero le Regioni a statuto ordinario e per la prima volta si tennero le elezioni. Nel documento presentato al capo dello Stato e illustrato da Bonaccini come presidente della Conferenza delle Regioni si parla tra l'altro di rafforzamento di sanità e scuola per un Paese più giusto, di rivoluzione verde e difesa del territorio. "Il documento che Le presentiamo ci unisce tutti, dal Nord al Sud, e al di là delle appartenenze politiche", dice il governatore dell'Emilia Romagna.

Per Mattarella è condivisibile il concetto di "moderna e unitaria concezione del sistema delle autonomie territoriali che rifugga da ogni centralismo sia statale sia regionale". Sullo sfondo le polemiche sulle riaperture nei trasporti, che vedono discrepanze tra le Regioni e tra queste e il governo. "Non sono venute meno le esigenze di promuovere politiche coerenti con la tutela della salute dei nostri concittadini - afferma Mattarella - e con le esigenze di rilancio dell'economia del Paese. E' importante che la soggettività politica delle Regioni si sviluppi non in contrapposizione con l'indirizzo politico statale - aggiunge - ma in chiave di confronto e di cooperazione".

Il ministro Boccia parla durante la giornata di "rapporti istituzionali come quelli familiari" ed esalta la collaborazione Stato-Regioni nella pandemia, pur nel confronto a tratti aspro. "Oggi nasce una nuova fase della storia delle Regioni", afferma, con lo sguardo anche alla riforma dell'autonomia differenziata avviata prima dell'arrivo di Covid-19. Una battaglia ricordata dal presidente Veneto Zaia.

LE PAROLE DI ZAIA

"La giornata di oggi (ieri, ndr) è stata utile, perché come Conferenza delle Regioni abbiamo realizzato un bel documento di sintesi, ma soprattutto perché si è sancito che, dopo 50 anni, le Regioni non solo hanno senso di esistere, ma hanno anche dimostrato un’operatività estrema con l’ultimo stress test del coronavirus. Quando il Ministro Boccia propone i livelli essenziali delle prestazioni non mi trova assolutamente in difficoltà rispetto al fatto che si debbano finanziare, però con una piccola regola: che non si vadano a pagare inefficienze. Se una comunità non riesce a erogare i Lep per un determinato servizio, bisogna capire se ha sprecato i soldi per altre questioni o se proprio non ce la fa. Quindi finanziare i Lep è sicuramente propedeutico all’autonomia, è previsto dalla Costituzione, però è pur vero che vanno finanziati in maniera oculata, misurata, e soprattutto sicura, perché altrimenti si rischia, ancora una volta, di penalizzare i virtuosi e sostenere gli spreconi. Invece noi dobbiamo finanziare i Lep dove effettivamente non c’è spreco e c’è buona amministrazione. Ho apprezzato molto anche il discorso del Presidente Mattarella, il quale è stato molto chiaro nel confermare, come garante della Costituzione, il ruolo delle Regioni e il fatto che l’autonomia differenziata deve essere data per creare un elemento di efficienza, di dinamicità, in un Paese nel quale esistono mille campanili e mille identità. E’ quindi giusto, come abbiamo sempre sostenuto noi con il nostro progetto, (il Presidente ha citato anche il referendum) che si chiuda quanto prima, con questo Governo, la partita dell’autonomia, che per noi resta il principale tema di discussione con l’Esecutivo nazionale".


 
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