PROPOSTA CONFCOMMERCIO

"Scadenza fiscale: va
portata al 30 settembre"

18/08/2020 14:55

"Non ha senso parlare di nuovi contributi a fondo perduto e poi non riaprire i termini per i versamenti a saldo e primo acconto delle imposte sui redditi almeno fino al 30 settembre".

Non demorde il presidente dell'Ascom Confcommercio di Padova, Patrizio Bertin che infatti torna a richiedere una moratoria fiscale che, finora, ha visto il governo fare orecchie da mercante.

"Entro giovedì 20 agosto circa 5 milioni di partite Iva in Italia e almeno 80mila in provincia di Padova - continua Bertin - devono completare i versamenti di saldo 2019 e primo acconto 2020 di imposte sui redditi e contributi con la maggiorazione dello 0,40 per cento, così come previsto dal Dpcm del 29 giugno. Lo Stato da questa tornata fiscale incasserà 8,4 miliardi di euro ed è questa la giustificazione che è stata addotta da Conte e Gualtieri per rifiutare di concedere un’ulteriore proroga che lascerebbe più tempo per la carenza di liquidità di imprese e professionisti a causa del lockdown".

Una giustificazione che, secondo Bertin, finisce per danneggiare quegli imprenditori che, ligi da sempre al proprio dovere fiscale, quest'anno fanno fatica a mettersi regola non per colpa loro ma perchè, per mesi, sono stati obbligati a tenere chiuso.

"Un po' più di respiro - prospetta il presidente dell'Ascom Confcommercio di Padova - consentirebbe di incamerare qualche altra risorsa ed è per questo che insisto: si trasferisca al 30 settembre il termine per i versamenti senza maggiorazioni".

Non solo. Bertin è convinto che per rimettere in carreggiata un'economia che deve anche fare i conti con i contagi di rientro, non bastino i pur positivi interventi sugli ammortizzatori sociali, ma servano, e subito, anche sostegni importanti ai consumi.

"Le ipotesi avanzate nelle scorse settimane - aggiunge - e riferite in particolare ai pubblici esercizi, all'abbigliamento e ai mobili ma anche alla fiscalità sui veicoli aziendali si sono sciolte come neve al sole. Invece quella è la strada giusta perchè sono gli stimoli fiscali alla domanda quelli che possono invertire la tendenza e far sì che consumatori impauriti da una ripresa che in tanti prospettano difficile, si convincano a spendere".

Infine una battuta sullo smart working.

"Nell'emergenza si è fatta di necessità virtù. Ma adesso non ha più molto senso rimanere tutti a casa. Serve una "nuova normalità" che preveda, con tutte le accortezze del caso, che ci si possa anche confrontare "in presenza" e che gli uffici siano al servizio dei cittadini. D'altra parte, se si è andati in vacanza (ed è stato positivo salvo qualche eccesso), non vedo perchè non si possa anche andare al lavoro!"


 
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