CARABINIERI

Violenza sessuale,
preso 30enne tunisino

16/09/2020 11:56

I Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Padova hanno proceduto al rintraccio e all'arresto di un cittadino tunisino, 30 anni, colpito da un ordine di carcerazione emesso a suo carico dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Padova. L'uomo infatti doveva scontare la pena di 7 anni, 2 mesi e 2 giorni di reclusione a seguito della condanna definitiva per il reato di violenza sessuale e rapina in concorso.

IL FATTO

Tutto risale al 25 luglio 2016, quando in compagnia di un altro straniero, non identificato, aveva avvicinato una ragazza che all’epoca aveva 23 anni, mentre stava camminando a piedi vicino all’hotel B&B, chiedendole una sigaretta. La ragazza, che vive nel comune di Venezia, doveva raggiungere un’amica e aveva smarrito la strada. Dopo aver soddisfatto la richiesta dello straniero, mentre si stava allontanando, quest’ultimo e l'altro straniero, presumibilmente un connazionale, dopo averle rivolto apprezzamenti sul suo aspetto fisico, l’avevano afferrata e trascinata, nonostante i tentativi di resistenza e le invocazioni di aiuto, in un vicino casolare abbandonato ubicato nelle vicinanze. Qui, con estrema violenza, l’avevano stuprata e, per non consentirle di chiedere aiuto nell’immediatezza, le avevano portato via il cellulare prima di fuggire.

La ragazza, ripresasi dallo choc e dolorante, aveva raggiunto un bar all’angolo tra via del Pescarotto e via Orlandini, riuscendo a chiedere aiuto al numero di pronto intervento dei Carabinieri. Raggiunta dagli stessi, aveva raccontato, tra le lacrime, quanto le era accaduto, fornendo una accurata descrizione dei suoi aguzzini. Mentre veniva accompagnata in ospedale per essere curata, i militari avevano raggiunto il teatro dove era avvenuta la violenza in cerca di elementi di prova e, a poche centinaia di metri, avevano visto un nordafricano che stava parlando con altre persone provenienti dalla stessa area geografica, pienamente rispondente alla descrizione di uno dei due violentatori e lo avevano portato in caserma, raggiungendo poi la ragazza mentre ancora era in ospedale (con prognosi di 5 giorni) per farle vedere la foto della persona fermata per un eventuale riconoscimento. La 23enne, senza alcun dubbio, aveva riconosciuto uno dei suoi aggressori che indossava ancora gli stessi abiti e quest'ultimo era stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto, considerata la trascorsa flagranza.

LA CONDANNA

L’uomo, che dal momento del suo fermo è stato sottoposto a misura cautelare in carcere fino al novembre 2016, aveva subìto la condanna, da parte del Tribunale di Padova, nel febbraio 2019, confermata dalla Corte d’appello di Venezia nel dicembre 2019. Nel luglio del 2020, la condanna è divenuta definitiva ma da allora, l’uomo aveva fatto perdere le proprie tracce per evitare il destino che ben sapere gli sarebbe toccato, ovvero il carcere. I carabinieri però non hanno mai smesso di cercarlo, venendo a conoscenza di elementi informativi in merita alla sua attuale permanenza in città e nel tardo pomeriggio di ieri, martedì 15 settembre, una pattuglia della Sezione Radiomobile padovana lo ha rintracciato in via San Fidenzio. Siccome era senza documenti è stato accompagnato negli uffici di via Rismondo per essere sottoposto a foto-segnalamento allo scopo di accertarne l’identità e la banca dati ha confermato che si trattava dello stupratore. Ora il 30enne si trova alla casa circondariale di Padova, dove dovrà scontare pena cui è stato condannato.


 
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