Scrutatore all'ultimo minuto? Ecco come fare

17/09/2020 11:03

Vuoi dare le tua disponibilità per eventuali sostituzioni, anche all'ultimo momento, di scrutatori e presidenti dei seggi per l'appuntamento elettorale del 20 e 21 settembre 2020? Manda una mail a: [email protected] indicando i tuoi dati e un numero di cellulare per un contatto rapido.

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Arriva l'etichetta salva-salumi

17/09/2020 10:49

E’ ufficiale: salami, mortadella e insaccati italiani saranno etichettati Made in Italy.

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Interministeriale sulle Disposizioni per “l’indicazione obbligatoria del luogo di provenienza nell’etichetta delle carni suine trasformate” sarà possibile smascherare l’inganno della carne tedesca o olandese spacciata per nostrana.

Lo annuncia Coldiretti ricordando che in Veneto si concentra il 7% della produzione nazionale pari ad un valore di 200milioni di fatturato realizzato da 70mila capi destinati soprattutto a prosciutti Dop come il San Daniele, Parma e Veneto Berico e Euganeo e allevati da oltre 300 imprenditori suinicoli. In un momento difficile per l’economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza con l’obbligo di indicare in etichetta il Paese d’origine di tutti gli alimenti per combattere la concorrenza sleale al Made in Italy” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “l’Italia ha la responsabilità di svolgere un ruolo di apripista in Europa, anche sfruttando le opportunità offerte dalla storica apertura dell’Ue all’obbligo dell’origine con l’indicazione dello Stato membro con la nuova Strategia Farm to Fork nell’ambito del Green New Deal”.

Un obiettivo condiviso da ben il 93% dei cittadini che ritiene importante conoscere l’origine degli alimenti, secondo l’indagine on line del Ministero delle Politiche agricole. Il decreto nazionale interministeriale introduce l’indicazione obbligatoria della provenienza per le carni suine trasformate, dopo che ha avuto il nulla osta da parte della Commissione Europea, per garantire trasparenza nelle scelte ai 35 milioni di italiani che almeno ogni settimana portano in tavola salumi, secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat, ma anche per sostenere i 5mila allevamenti nazionali di maiali messi in ginocchio dalla pandemia e dalla concorrenza sleale.

A preoccupare è l’invasione di cosce dall’estero per una quantità media di 56 milioni di “pezzi” che ogni anno si riversano nel nostro Paese per ottenere prosciutti da spacciare come Made in Italy. La Coldiretti stima, infatti, che tre prosciutti su quattro venduti in Italia siano in realtà ottenuti da carni straniere senza che questo sia stato fino ad ora esplicitato in etichetta a vantaggio di Paesi come la Germania dove sono stati individuati peraltro pericolosi casi di peste suina.

Il decreto sui salumi prevede – spiega Coldiretti – che i produttori indichino in maniera leggibile sulle etichette le informazioni relative a: “Paese di nascita: (nome del paese di nascita degli animali); “Paese di allevamento: (nome del paese di allevamento degli animali); “Paese di macellazione: (nome del paese in cui sono stati macellati gli animali). Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati nello stesso paese, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine: (nome del paese)”.

La dicitura “100% italiano” è utilizzabile dunque solo quando la carne è proveniente da suini nati, allevati, macellati e trasformati in Italia. Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati in uno o più Stati membri dell’Unione europea o extra europea, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine: UE”, “Origine: extra UE”, “Origine: Ue e extra UE”.

La norcineria – conclude la Coldiretti – è un settore di punta dell’agroalimentare nazionale che contribuisce al prestigio del made in Italy nel mondo grazie al lavoro di circa centomila persone tra allevamento, trasformazione, trasporto e distribuzione con un fatturato che vale 20 miliardi.

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Ritratto di Umberto I in Fiera Antiquaria

17/09/2020 10:30

I più antichi lampadari realizzati con i vetri di Murano sono quelli veneziani di Ca’ Rezzonico datati 1780, prima erano in ferro. Ad Antiquaria Padova Antichità Davide di Saletto di Montagnana (Pd) ne mostra alcuni dell’800 e del secolo scorso, assieme ad una coppia di settecenteschi leoni porta colonne provenienti da una villa veneta (valore singolo 18.000 euro) e a un rarissimo ritratto di re Umberto I di Savoia proveniente da Villa Reale di Monza dove la sera del 29 luglio 1900 il sovrano giunse ormai morto in carrozza dopo l’attentato.

Negli stand di 80 antiquari presenti fino a domenica alla Fiera di Padova, si incontrano anche una Scena di baccanale della scuola di Rubens della seconda metà del Seicento portata da Marco Baruffi di Mantova; un prezioso tavolo ottagonale da 8.500 euro della scuola dei fratelli Falcini che nella Firenze dei primi ‘800 avevano un rinomato laboratorio di ebanisteria (Rebecchi Giovanni, Pisa); cinquecenteschi vasi da farmacia di Venezia, Palermo, Sciacca e di De Ruta (da 3.000 euro) ed altri bassanesi del ‘700 con ancora visibili i segni delle erbe e dei minerali contenuti (sambuco, cinabro, citiaco) portati da Francesco Obligato Arte antica di Torino; assieme a capolavori tra il ‘500 e il ‘900, di Palma il giovane, Francesco Ruschi che nel ‘600 fu molto attivo a Venezia dove diede vita alla corrente pittorica dei Tenebrosi; e ancora alle opere di Sironi, Angeli, Depero e altri portati da Studiolo Fine Art di Milano.

Antiquaria Padova organizzata dalla società Nef, è una delle principali mostre-mercato italiane del settore e come prima fiera di pubblico in Italia a riaprire dopo il lockdown, prosegue nei feriali dalle ore 15 alle 20, mentre sabato e domenica prossimi sarà aperta a partire dalle 10. I bambini sotto i 12 anni entrano gratis, gli altri con biglietto online a 8 euro (dal sito www.antiquariapadova.com) o a 10 euro in biglietteria (5 euro le riduzioni anche per gli over 65).

Il padiglione 1 della Fiera di Padova accoglie pezzi curiosi e di gran pregio e gli espositori ricordano che questo è il periodo indicato per fare buoni affari, dal momento che la crisi ha ridimensionato molto il mercato antiquariale. Pur essendo presenti anche pezzi unici che valgono alcune centinaia di migliaia di euro, vi sono proposte abbordabili da diverse fasce di compratori. Sono mesi in cui chi deve vendere è restio a farlo perché sa di doversi accontentare di valori inferiori a quelli precedenti, e chi cerca un buon investimento può farsi avanti. “D’altro canto in questa fiera espongono selezionati antiquari, alcuni dei quali rientrano nel gotha nazionale e tutte le opere sono certificate” dice Nicola Rossi ideatore e curatore della rassegna in cui trovano spazio anche settori complementari come il restauro, laboratori di analisi chimico-storiche delle opere, sistemi per la conservazione del legno, riviste tecniche.

La mostra-mercato propone mobili, porcellane, dipinti, statue in legno e marmo, curiosi oggetti, tessuti, stampe, cornici, cristalli, argenti, arazzi, tappeti persiani di alta manifattura, stoviglie, gioielli: tutti prodotti certificati e garantiti.

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Infermieri in sciopero il 2 novembre

17/09/2020 07:43

Gli infermieri in sciopero, il 2 novembre, per 24 ore.

Ad annunciarlo è il presidente del sindacato degli infermieri italiani, Nursing up, Antonio De Palma a seguito del "fallimento dei tentativi di conciliazione, presso il Ministero del Lavoro", tenutosi martedì.

Rinnovo del contratto, aumento in busta paga, valorizzazione della professione in prima linea contro il Covid, riconoscimento dell'indennità professionale per il rischio infettivo, adeguamento delle dotazioni di organico: questi alcuni dei punti della vertenza. "A fronte dell'indifferenza registrata" rispetto a queste istanze "siamo costretti a proclamare 24 ore di sciopero degli infermieri operanti nelle Asl e nelle aziende ospedaliere", afferma De Palma che invita anche "il personale sanitario non medico, afferente al comparto della sanità" a unirsi.

Lo sciopero, preceduto dalla mobilitazione in corso in queste settimane, partirà dalle ore 7 del 2 novembre 2020 e cesserà alle 7 del giorno successivo.

Intanto il 15 ottobre prossimo, infermieri da tutta Italia confluiranno a Roma, al Circo Massimo, nel rispetto delle normative anti-Covid. "Siamo pronti all'autunno più caldo della storia recente del mondo infermieristico", conclude De Palma.

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Volontari Auser per accompagnare ai seggi

16/09/2020 16:23

I volontari dell’Auser di Montegrotto Terme saranno a disposizione domenica per accompagnare le persone in difficoltà per recarsi al seggio. Per richiedere il servizio è necessario contattare il numero 335 6147260.

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Minacce e insulti contro Ministro Bellanova

16/09/2020 12:20

La candidata alla presidenza della Regione Veneto Daniela Sbrollini (Iv), denuncia, in una nota, di essere stata bersaglio in Fb assieme al ministro dell'Agricoltura, Teresa Bellanova, ieri in Veneto per incontri elettorali, di "Insulti alla persona, alla donna e alla politica espliciti e razzisti, che lasciano senza parole".

Sbrollini sottolinea che, appena postato il video del tour elettorale, sono comparse "da subito parole sessiste e con inviti alla morte, con epiteti espliciti che non lasciano spazio alle interpretazioni" e che "dobbiamo denunciare e portare all'attenzione perché chiunque sia il bersaglio, ancor più una donna, è aberrante e al limite della civiltà". "L'orrore che scrivono sulla mia pagina Facebook oggi nei miei confronti e verso Teresa Bellanova" osserva Sbrollini è "conseguenza di un clima di odio che qualcuno ha alimentato e che prende di mira soprattutto le donne coraggiose e autonome come la sottoscritta e come la Bellanova".

"Dico con gentilezza ai signori e alle signore che si firmano o che si nascondono dietro i profili fake - precisa -. Io, Teresa Bellanova e tutta la nostra squadra non abbiamo paura di voi. Noi andiamo avanti per aiutare il Veneto. E più ci insultate e minacciate e invitate a morire, come fate oggi sui social, più ci date forza".

"Il Veneto - conclude Sbrollini - non è questo, i veneti sono una cosa diversa da queste parole di odio".

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"Politica torni a fare squadra con imprese"

16/09/2020 12:13

"La politica riprenda a fare squadra assieme all'impresa".

E' l'auspicio che il presidente degli industriali del Veneto Enrico Carraro, esprime in una lettera aperta di ''appunti' per i candidati in corsa per le Regionali del 20 e 21 settembre. "La pandemia e la conseguente crisi economica - ricorda Carraro -, hanno colpito il Veneto in una fase di rallentamento già annunciato da diversi fattori. I dati e i trend sono sotto gli occhi di tutti: il debito di studenti, tecnici e neolaureati che vanno via dal Veneto; un sistema produttivo fatto di pmi che va supportato nelle dinamiche dei mercati globali; la difficoltà di attrarre nuove aziende e capitali." "Sono questi i temi che le imprese vogliono che la politica metta al centro della propria agenda" sottolinea Carraro il quale osserva che la "Regione, che si troverà a gestire un afflusso importante di risorse dal Recovery Fund (e auspicabilmente da altre fonti quali il Mes) avrà infatti la grande responsabilità di tutelare il proprio territorio facendone crescere l'economia, nell'ambito di un quadro nazionale di riferimento e di una prospettiva europea a cui dobbiamo aspirare sempre di più".

"Gli imprenditori - precisa Carraro - non vogliono 'soldi a pioggia' che si disperdono senza creare valore, ma 'investimenti' che premino il merito e creino un ecosistema in grado di dare un futuro alle loro imprese".

Tra i punti principali, per Carraro è "che sia attuato seriamente il processo di semplificazione della macchina amministrativa, per quanto di competenza della regione Veneto, intervenendo sulle misure che rendono paradossalmente difficile gestire le tematiche ambientali (rifiuti, acqua, riciclo, riuso) proprio quando anche la UE mette al centro queste politiche per il futuro del territorio e delle nuove generazioni". "Il Covid - rileva - ha accelerato la necessità di cambiare marcia e di realizzare riforme non più rinviabili. E' il momento di fare scelte coraggiose, di non seguire il consenso facile, ma di impostare un percorso vero per il rilancio economico e sociale del Veneto". "Non è il tempo per l'ordinaria amministrazione - avverte -, ma di uno scatto in avanti con progetti ambiziosi, di lungo termine, per semplificare, investire, rendere competitivo il Veneto. La politica - ribadisce - torni a fare squadra con il mondo dell'impresa, costruendo insieme un serio progetto di politica industriale regionale".

Secondo Carraro è necessario "varare un pacchetto di azioni volte alla valorizzazione delle filiere produttive, attraverso progetti di integrazione tra settori complementari (ad esempio: manifatturiero-turismo-agrifood) con obiettivi trasversali: upgrade digitali e promozione di progetti di ricerca che coinvolgano imprese in forma aggregata (RIR e Cluster) e Università. Con altrettanta determinazione si chiede che sia attuato seriamente il processo di semplificazione della macchina amministrativa, per quanto di competenza della regione Veneto, intervenendo - conclude - sulle misure che rendono paradossalmente difficile gestire le tematiche ambientali (rifiuti, acqua, riciclo, riuso) proprio quando anche la UE mette al centro queste politiche per il futuro del territorio e delle nuove generazioni".

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Moria di kiwi, perdite per il 50% nella Bassa

16/09/2020 10:19

Una misteriosa malattia, la cui origine è ancora sconosciuta, sta colpendo le coltivazioni di actinidia. Stando ai primi dati raccolti da Cia Padova, quest’anno la produzione segna un -20% medio in provincia, soprattutto nella zona della Bassa Padovana, a causa della cosiddetta morìa dei kiwi. Con punte che in diverse aree arrivano ad un -50%. I primi avvistamenti di questo “nuovo” flagello sono datati 2012, ma la situazione è andata sensibilmente peggiorando negli ultimi mesi.

Il valore totale, a livello regionale, del fatturato della produzione di kiwi si attesta sui 27 milioni di euro, per complessivi 3.159 ettari vocati. Per quanto riguarda il padovano, sono 103, in tutto, gli ettari dedicati; 1.039, invece, le tonnellate prodotte, per un fatturato annuo di 792.000 euro (fonte Veneto Agricoltura). Il Ministero alle Politiche Agricole ha fatto sapere che a breve si terrà una riunione del Comitato Fitosanitario Nazionale durante la quale “verrà istituito uno specifico gruppo di lavoro tecnico-scientifico al fine di coordinare le attività di ricerca e definire le linee guida per la gestione della morìa dei kiwi”. In linea generale, si tratta di un fenomeno molto complesso e di difficile interpretazione, date le numerose casistiche osservate. “Le piante che ne risultano colpite – commenta il direttore di Cia Padova, Maurizio Antonini – manifestano degli avvizzimenti nella parte aerea e una notevole riduzione dei frutti. L’apparato radicale, inoltre, presenta una diffusa marcescenza nelle radici di diametro minore”.

“Le cause di tale malattia, molto subdola, sono tuttora ignote – aggiunge il direttore – Potrebbe essere un virus, così come il combinato disposto di altre criticità. I produttori stanno tentando di far fronte coprendo le piante o utilizzando sistemi di irrigazione a goccia e specifici portinnesti. Queste difese sembrano però non essere sufficienti: lanciamo un appello alle autorità competenti affinché continuino le loro attività di ricerca al fine di identificare con certezza le cause dei disseccamenti e definire una strategia comune per contrastare un fenomeno che sta mettendo in ginocchio un intero comparto della filiera. Alcuni imprenditori – prosegue Antonini – stanno vedendo, impotenti, le loro piante morire. Non dispongono di strumenti per fermare quella che a tutti gli effetti sta diventando una calamità”.

Il kiwi, ricco di fibre, è particolarmente indicato per i diabetici poiché regola l’assorbimento intestinale del glucosio. Ha un elevato contenuto di vitamina C, che favorisce le difese naturali dell’organismo. “Non possiamo guardare a questa morìa senza far nulla – conclude il direttore di Cia Padova – Vi sono sempre maggiori patologie che tengono in scacco i nostri prodotti di qualità. Motivo per cui serve, oggi più che mai, coniugare la sostenibilità ambientale con la ricerca scientifica. Ovvero, un protocollo ad hoc per preservare le nostre eccellenze, che in ogni caso rimangono garantite e controllate”.

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Strade chiuse in città per lavori, ecco dove

16/09/2020 09:48

Per lavori, chiusura temporanea al traffico veicolare di via Sant’Agnese, tratto compreso tra via San Polo e via Dante, mercoledì 16/09/2020, dalle ore 8.30 alle ore 18.30. Il transito dei residenti e l’accesso alle proprietà private potrà avvenire in senso unico alternato regolamentato da movieri nel tratto di via Sant’Agnese compreso tra l’area di cantiere e via San Polo.

Per lavori, chiusura temporanea al traffico veicolare in via Rudena, nel tratto compreso tra riviera Ruzante e via Cappelli, nei giorni 16 e 17/09/2020, dalle ore 8.30 alle ore 18.00 con inversione temporanea del senso unico di circolazione tra via Bellano e via Cappelli, con questo senso di marcia, per il medesimo periodo e con l’istituzione temporanea del senso unico alternato regolamentato da movieri nei tratti di via Rudena compresi tra l’area di cantiere e riviera Ruzante e via Cappelli, per il transito dei residenti e per l’accesso alle proprietà private, sempre per il medesimo periodo.

Per consentire lo svolgimento di una cerimonia della Guardia di Finanza viene disposta la sospensione temporanea dell’ordinanza che ha istituito l’area pedonale in piazza Del Santo, fiancheggiante la corsia veicolare adducente a via M. Cerotti, al fine di consentire la sosta all’interno della stessa ai veicoli dei partecipanti alla cerimonia di cui in premessa, giovedì 17/09/2020, dalle ore 8.00 alle ore 13.00, con controllo degli accessi da effettuarsi da parte del personale dell’organizzazione.

Per consentire lo svolgimento della manifestazione “Festa Intrecci” viene disposta la chiusura temporanea al traffico veicolare di via Pietro Toselli, tratto compreso tra il numero civico 7 e via Varese, sabato 19/09/2020 (o domenica 20/09 in caso di maltempo), dalle ore 13.00 alle ore 22.00. Il transito dei residenti e l’accesso alle proprietà private potrà avvenire in senso unico alternato regolato da movieri nel tratto di via Pietro Toselli compreso tra il numero civico 7 e via Magenta.

Per consentire lo svolgimento della manifestazione “Autunno in ghetto”, chiusura temporanea al traffico veicolare, domenica 20/09/2020, dalle ore 9.00 alle ore 19.00, dei seguenti tratti stradali: via Dei Soncin; via Dei Fabbri; via San Martino e Solferino. Nulla cambia per il transito dei residenti e per l’accesso alle proprietà private.

Per la realizzazione di nuove prese gas in nelle vie Venti Aprile 1944, Marcello Prestinari, Mortise e Rienza, viene disposta l’istituzione temporanea del senso unico alternato regolamentato da movieri, da lunedì 21/09/2020 a sabato 3/10/2020, dalle ore 8.30 alle ore 18.00, in: via Venti Aprile 1944, tratto prospiciente il numero civico 32; via Marcello Prestinari, tratto d’intervento; via Mortise, tratto prospiciente il numero civico 108/B; via Rienza, tratto prospiciente il numero civico 11 e l’istituzione temporanea del divieto di sosta con rimozione coatta dei veicoli nei sopraccitati tratti stradali, ambo i lati, per il medesimo periodo.

Per provvedere alla realizzazione di nuove prese gas in nelle vie Piave e Pietro Canal viene disposta l’istituzione temporanea del divieto di sosta con rimozione coatta dei veicoli, nelle aree delimitate dall’apposita segnaletica, e per il periodo strettamente necessario all’esecuzione dei lavori, da lunedì 21/09/2020 a sabato 3/10/2020, dalle ore 8.00 alle ore 17.00, in: via Piave, tratto prospiciente il numero civico 43; via Pietro Canal, tratto prospiciente il numero civico 2/A.

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Regione: 88% dipendenti ha fatto smart working

15/09/2020 11:46

Nei mesi del lockdown l'88% dei 2.500 dipendenti degli uffici della Regione Veneto ha lavorato da remoto, in modalità 'agile' o con il telelavoro. Una sperimentazione massiccia e imprevista, dai numeri enormi (2.208) rispetto ai 69 dipendenti coinvolti dal progetto pilota interregionale 'Vela' (lavoro agile) e ai 32 in telelavoro autorizzati in precedenza in Regione.

Il dato emerge da un questionario svolto dalla Direzione Organizzazione e Personale e la Direzione Ict e Agenda Digitale, insieme alla consigliera regionale di parità e al Comitato unico di Garanzia della Regione Veneto. "Il lavoro agile in Regione - osserva la consigliera di parità del Veneto, Sandra Miotto - ha coinvolto più le donne che gli uomini, più i dipendenti di comparto che i dirigenti. Anche se questa modalità organizzativa è stata apprezzata dai più, non mancano le 'ombre'. Analizzando le risposte del questionario emerge il divario culturale sui temi del digitale, la mancanza di strumentazioni adatte e sicuramente la promiscuità dell'operare a domicilio con altri componenti della famiglia sugli stessi dispositivi e sulla stessa rete. Il punto di forza di questa modalità organizzativa sta nella possibilità di conciliare meglio i tempi di vita con quelli di lavoro. L'applicazione dello smart working potrebbe evitare di arrivare a scelte estreme come dimissioni e risoluzioni consensuali, un fenomeno che lo scorso anno ha interessato quasi 5 mila donne in Veneto".

Tra i rischi evidenziati da Miotto "quello di essere considerati dipendenti di serie B, quasi dei lavoratori 'in vacanza', con pesanti conseguenze dal punto di vista relazionale, nelle dinamiche tra dipendenti, nel riparto delle attività e, quindi, con pesanti ricadute sulla produttività".

Per l'assessore regionale al Lavoro, Elenza Donazzan "grazie agli investimenti digitali fatti, e al grande senso di responsabilità messo in campo da dipendenti e dirigenti che nei mesi di lockdown hanno lavorato da remoto, la Regione ha dato continuità ai propri compiti istituzionali. Ora questa esperienza, che ha scalfito luoghi comuni e contribuito a superare molti pregiudizi, va studiata e analizzata con attenzione, al fine di poterne valorizzarne i punti di forza, le zone grigie e i rischi. Il primo passo, imprescindibile, non può che essere un solido investimento sulle persone - conclude - per far crescere la cultura digitale dei nostri dipendenti".

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