ECONOMIA

Vendita a domicilio,
boom in Veneto

15/10/2020 11:47

Il Veneto è la prima regione del Nord Est nella classifica del fatturato delle aziende della vendita a domicilio. Nel 2019 il Veneto ha fatto registrare vendite per 157 milioni 147 mila euro (pari al 9,9% del totale nazionale), mentre i venditori operanti nella regione sono stati 11.287 (il 7,7% del totale). Sono questi i dati annuali elaborati da Univendita, la maggiore associazione di categoria del settore con 1,587 miliardi di fatturato complessivo e 146mila venditori.


Il Nord Est vale il 22,3% del fatturato nazionale e in quest’area geografica il Veneto detiene il primato seguito nell’ordine da Emilia Romagna (117 milioni 463 mila euro, pari al 7,4% del totale), Friuli Venezia Giulia (46 milioni 33mila euro, 2,9%) e Trentino Alto Adige (33 milioni 334 mila euro, 2,1%).


Nella classifica nazionale delle vendite il Veneto è al terzo posto, preceduto da Lombardia (242 milioni 854 mila euro, 15,3%) e Campania (169 milioni 846 mila euro, 10,7%).


Nel Nord Est si concentra il 16% dei venditori a domicilio ed è sempre il Veneto a guidare questa classifica. A seguire troviamo l’Emilia Romagna (6.743 venditori, il 4,6% del totale nazionale), Friuli Venezia Giulia (2.492, 2,9%) e Trentino Alto Adige (1.906, 2.1%)


«Nel Nord Est, e in particolare nel Veneto, la vendita a domicilio è storicamente molto diffusa e apprezzata – spiega il presidente di Univendita Ciro Sinatra –. In questa area hanno sede diverse importanti aziende del settore, che negli anni hanno costruito solide relazioni con la clientela e mantengono un forte radicamento nel territorio».


Se i dati 2019 confermano le tendenze degli anni precedenti, alcune sorprese potrebbero arrivare dalle future rilevazioni post-Covid. «È naturalmente troppo presto per poter ipotizzare se l’impatto della crisi si tradurrà in grossi cambiamenti nella distribuzione regionale di fatturato e di venditori – sottolinea Sinatra –. Ciò che sappiamo è che dopo il lockdown la vendita a domicilio è stata protagonista di una pronta ripresa, con livelli di fatturato nei mesi estivi in crescita rispetto al 2019. Possiamo quindi prevedere che il nostro settore, che ha sempre svolto un ruolo anticiclico dal punto di vista occupazionale, continuerà ad attrarre nei prossimi mesi un gran numero di persone alla ricerca di una seconda vita professionale o di una modalità per integrare il reddito familiare. Le nostre imprese in questo momento offrono oltre 30mila opportunità di lavoro supportate da percorsi di formazione gratuita e qualificata».


 
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