Principio d'incendio in una palazzina

19/10/2020 14:54

I vigili del fuoco sono intervenuti, questa mattina verso le 11, in una palazzina di via IX strada a Padova per un principio d’incendio del materiale isolante di un’intercapedine di servizio.

I pompieri, intervenuti con il personale di prima partenza, hanno spento con un estintore le fiamme, probabilmente innescate durante il taglio di alcuni tubi durante dei lavori di manutenzione.

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Pulizie intensive alla Madonna Pellegrina

19/10/2020 14:19

Giovedì 22 ottobre in zona Madonna Pellegrina arrivano le Pulizie Intensive. Le vie Marsand, Lori, Manfroni, Catullo e un tratto di via Marchetto da Padova saranno interessate dall’intervento di igiene profonda, che rientra nel piano promosso sul territorio da Comune e AcegasApsAmga, con l’obiettivo di garantire una città più pulita e restituire ai cittadini le strade in cui si abita o si lavora pienamente igienizzate. L’intervento sarà attivo con uomini e mezzi fin dalle prime luci del mattino: si inizierà con lo spazzamento meccanizzato, seguito da un lavaggio stradale approfondito e sarà effettuata un’accurata pulizia delle caditoie con idropulitrice.

TEMPI DI INTERVENTO

L’intervento durerà indicativamente dalle ore 5 alle ore 11, durante le quali le strade interessate dovranno essere completamente sgombre dalle auto in sosta, per consentire di intervenire sull’intera superficie e agevolare l’operatività dei mezzi. L’Amministrazione Comunale, a questo proposito, ha già emesso un’ordinanza di divieto di sosta su entrambi i lati delle strade interessate per tutta la durata dell’intervento. Dal provvedimento saranno sempre esclusi i vialetti privati di accesso ai singoli condomini. Si tratta di un limitato disagio per i cittadini, indispensabile però alla riuscita ottimale dell’intervento.

Per assicurare ai residenti la più ampia informazione possibile sull’iniziativa, da oggi e per i prossimi giorni sarà attiva in loco la campagna informativa con la distribuzione di volantini e locandine presso le abitazioni delle strade coinvolte.

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Chiudere locali unica soluzione per il Governo

19/10/2020 13:59

In merito al nuovo decreto il presidente di Confcommercio Veneto Patrizio Bertin attacca il Governo: “Ne prendiamo atto – dichiara – con responsabilità ma anche con una considerazione: quando quest’estate, mentre la curva dei contagi e dei malati migliorava, si diceva “attenzione che in autunno l’emergenza tornerà”, cosa si è fatto a livello di programmazione per scongiurare le misure più drastiche? Scontiamo ritardi e pare che limitare e chiudere le attività sia sempre la panacea di tutti i mali. Molte sono da tempo in sofferenza, altre con poche possibilità di sopravvivenza. Il perdurare dello stato di crisi dell’economia non giova al Paese".

"Ha ragione il premier Conte - prosegue Bertin - quando dice che bisogna evitare un altro lockdown: se avvenisse in occasione del Natale, sarebbe il colpo di grazia finale. Come abbiamo già sottolineato, adesso ci aspettiamo che ci siano più controlli sulle situazioni fuori regola e in questo senso il potere dato ai sindaci di assumere determinati provvedimenti è positivo. Ma ci aspettiamo anche incentivi e contributi a fondo perduto per le aziende: Conte ne ha fatto cenno, dalle parole si passi ai fatti”.

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Campodoro, grande successo per l'ecomobile

19/10/2020 12:27

Era stato organizzato per venire incontro alle esigenze dei cittadini nella raccolta di rifiuti che non possono essere conferiti tramite il normale sistema porta a porta: si è rivelato un vero successo il servizio di raccolta Ecomobile che si è tenuto a Campodoro nella mattinata di sabato 10 ottobre. In sole tre ore il servizio, rivolto esclusivamente alle utenze domestiche, con un mezzo in sosta in Piazza Italia, ha raccolto oltre due tonnellate e mezza di rifiuti particolari.

I cittadini hanno ben recepito, dunque, la disponibilità di Etra, che in accordo con l’Amministrazione Comunale di Campodoro, ha messo a disposizione questo servizio perché fossero conferite quelle tipologie di rifiuto che non possono venire affidate al porta a porta, come ad esempio barattoli di solventi e vernici, contenitori di sostanze pericolose, tossiche e infiammabili (pieni e vuoti), farmaci scaduti, neon e oli minerali esausti, elettrodomestici fino al peso di 10 chili, esclusi dunque i grandi elettrodomestici.

In particolare sono stati moltissimi i piccoli elettrodomestici non più utilizzabili che i cittadini di Campodoro hanno potuto affidare ad Etra, per un corretto smaltimento.

Mascherina sul volto, in fila ordinata, hanno consegnato agli operatori di Etra, ad esempio, oltre una tonnellata di prodotti elettronici misti, 350 chili di tv e monitor, 45 chili di pile, 9 chili e mezzo di toner esauriti e duecento chili di accumulatori.

Dichiara il Sindaco Gianfranco Vezzaro: “L’Amministrazione Comunale in collaborazione con i comuni limitrofi e con Etra sta partecipando al progetto per la realizzazione di un nuovo ecocentro a servizio dei cittadini, per il conferimento dei rifiuti che non possono essere affidati al porta a porta. I cittadini di Campodoro dimostrano da sempre una forte sensibilità, come evidenziano le alte percentuali di raccolta differenziata e il successo del Servizio Ecomobile di sabato 10 ottobre, per il quale ringraziamo Etra. E’ nostra intenzione andare incontro alle necessità delle utenze, consapevoli del disagio causato dalla mancanza di un ecocentro”.

“La collaborazione tra l’Amministrazione comunale e la multiutility che gestisce la raccolta rifiuti è fondamentale per fornire un servizio davvero soddisfacente per i cittadini: in questo caso, ascoltando gli amministratori che hanno il polso della situazione sul loro territorio – commenta Andrea Levorato, Presidente del Consiglio di Gestione di Etra – la società ha potuto dare una risposta pronta ed efficace a quella che si è dimostrata una reale esigenza degli utenti, come il risultato ha evidenziato”.

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Ascom: "No ad un nuovo lockdown"

17/10/2020 17:48

Primo: evitare un nuovo lockdown. "Perchè farebbe crollare il sistema economico e perchè stroncherebbe la volontà anche del più incallito degli ottimisti".

Il presidente dell'Ascom Confcommercio, Patrizio Bertin, non contesta il fatto che misure efficaci anti Covid siano necessarie, ma chiede che non si abbandonino interi settori della nostra economia. "Turismo, ristorazione, tempo libero - continua il presidente - hanno dovuto fare i conti con la riduzione dei consumi interni e col crollo del turismo proveniente dall'estero, un fenomeno che ha colpito soprattutto l'area termale euganea ma anche l'intera provincia. Se, come sembra, si arriverà ad un coprifuoco dalle 22, io credo che lo Stato debba farsi carico delle perdite che avranno migliaia di aziende. Detto brutalmente: se mi chiudi devi darmi i soldi perchè possa resistere. Lo fai per i dipendenti pubblici, devi farlo anche per chi si rompe la schiena dietro un bancone che oggi non gli serve più visto che al bancone è vietato sostare. Il governo deve sapere che il malcontento ha raggiunto il livello di guardia e che ogni anche minima variazione di questo fragilissimo equilibrio che abbiamo raggiunto, è un assist formidabile alla malavita organizzata e a chi può avere tutto l'interesse a cavalcare il malcontento".

"Io voglio credere - conclude Bertin - che ciò che viene anticipato dalla stampa in queste ore siano "fughe in avanti". Già il delirio di allarmismo sta pesando sulle attività (mi vengono segnalate disdette "perchè non si sa mai!"), figuriamoci se dovessero intervenire provvedimenti restrittivi che, forse, si sarebbero potuti evitare se solo ci si fosse impegnati un po' di più nel risolvere il problema dei trasporti che, in ultima analisi, sembra ai più la questione centrale che ha portato a questa nuova ondata di contagi".

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Stalle, rischio chiusura prezzo latte ai minimi

17/10/2020 13:14

+13% di vendita del latte a lunga conservazione, +10,6% dei formaggi duri, addirittura +17,7% di quelli freschi nel primo semestre del 2020. L’ultimo report sullo stato dell’arte del comparto, a cura di Nielsen – Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare), registra un deciso aumento degli acquisti dei prodotti lattiero-caseari. Con un paradosso, sottolineato da Cia Padova: il prezzo di vendita del latte da parte dei produttori è ancora al di sotto della soglia “limite”, ovvero quei 0,39 centesimi al litro che permettono un seppur risicatissimo margine di guadagno. Meno di tale quotazione significa lavorare in perdita. Oggi un litro di latte viene pagato all’allevatore, in media, 0,38 centesimi al litro. Tuttavia, come precisa Angelo Pierobon, titolare dell’omonima società agricola di Cittadella, le prospettive da qui alle prossime settimane non sono affatto buone: “Il prezzo è destinato a diminuire, dato che è incerta la tenuta del canale Horeca, ovvero il macrosettore relativo all’ospitalità e alla ristorazione. Viviamo in uno stato di grande precarietà, siamo in grosse difficoltà economiche”. Pierobon chiarisce che “in questo particolare contesto storico, con tutte le criticità riconducibili all’emergenza sanitaria tuttora in atto, non siamo in grado di strappare nessun prezzo. Al contrario, dobbiamo subire delle decisioni che ci vengono calate dall’alto, rispetto alle quali non disponiamo di alcun potere contrattuale”.

In pratica, chiarisce Cia Padova, “o gli allevatori accettano quei prezzi al massimo ribasso, o vengono tagliati fuori dal mercato”. In provincia la produzione media, annua, di latte è di 211.373 tonnellate (dati Veneto Agricoltura); da sola, Padova vale l’1,83% della produzione a livello nazionale. “Stiamo andando incontro ad un periodo pieno di incognite – aggiunge Pierobon -. Certo è che chi ha effettuato dei grossi investimenti rischia di chiudere in rosso il bilancio 2020”.

Il colpo del definitivo ko alla filiera potrebbe venire inferto dal contratto siglato nei giorni scorsi da Italatte (gruppo Lactalis) in Lombardia: il prezzo viene fissato inderogabilmente a 0,35 centesimi al litro. A destare una profonda preoccupazione è la clausola secondo la quale l’allevatore, per vedersi corrisposto nel 2021 questo prezzo di base, sarà tenuto a conferire mensilmente a Lactalis lo stesso quantitativo di latte del 2020. Nel caso di eccedenze nei mesi di gennaio, febbraio, marzo, aprile, novembre e dicembre, il prezzo verrà addirittura decurtato 0,06 centesimi al litro. “Questo evidenzia la debolezza del sistema latte italiano – commenta il direttore di Cia Padova, Maurizio Antonini - anche quando si parla di prodotti a denominazione d’origine. Oltre ad una generale mancanza di potere contrattuale da parte degli allevatori”. A detta dello stesso direttore, “risulta inaccettabile proporre contratti di fornitura che tengono conto della negativa congiuntura economica dello scorso febbraio, ma non dell’andamento decisamente più favorevole del mercato dell’ultimo periodo: gli addetti ai lavori hanno registrato una lieve ripresa delle quotazioni”.

“Non si può poi prevedere un limite mensile di produzione, con il pagamento di una rilevante penale che andrebbe ad abbassare ulteriormente il prezzo di conferimento, oltre ad altri vincoli e oneri per gli allevatori”. Questo accordo, prosegue Antonini, “provocherà inevitabilmente la chiusura di molte stalle. Ci auguriamo che l’intesa lombarda non diventi un riferimento nazionale per tutte le altre industrie italiane”. Cia chiederà nelle sedi opportune “condizioni contrattuali trasparenti e corrispondenti, che non penalizzino i produttori, soprattutto quelli che hanno investito nell’innovazione tecnologica”.

“La beffa finale – conclude Antonini – è che la rincorsa al ribasso delle quotazioni applicate agli allevatori non comporterà un minor prezzo finale del latte esposto sugli scaffali della grande distribuzione organizzata. Verosimilmente potrebbero venire messe in atto delle manovre speculative ai danni dei consumatori. Mentre gli imprenditori agricoli saranno sicuramente chiamati a fare i conti con minori entrare che, per l’appunto, mineranno la stabilità della filiera”.

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La vetrina del giro, vince L'Emporio

17/10/2020 13:07

Sono saliti sul palco dei vincitori addirittura prima di Diego Ulissi che la 13^ tappa del 103° Giro d'Italia l'ha vinta con grinta ed astuzia.

Loro sono i negozi di Monselice che hanno partecipato al concorso "La Vetrina del Giro", iniziativa attivata da Ascom Confcommercio, assessorato alle attività produttive del Comune di Monselice e Mét, il Distretto del Commercio.

Il primo premio è andato all'Emporio di Lucio Martini, mentre il secondo è stato appannaggio di Dune 2. Terza piazza per L'Eliografica P Quadro, mentre la Farmacia Gasparetto si è piazzata al quarto posto con il negozio Baby Store quinto. Il premio speciale della giuria, offerto dall'Ascom Confcommercio, è andato invece al negozio Undici di Valeria Varotto.

A premiare i vincitori, oltre al sindaco Giorgia Bedin e al presidente della Provincia, Fabio Bui, anche la presidente mandamentale di Monselice dell'Ascom Confcommercio, Mirta Fiocco.

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Lunedì 19 mondo della scuola in protesta

17/10/2020 12:42

Priorità alla Scuola non si ferma e dice NO alla chiusura delle scuole in Campania perché il diritto all’istruzione deve essere garantito uniformemente su tutto il territorio nazionale. Nel comunicato dicono: "La prossima regione a chiuderle potrebbe essere la nostra. Mobilitiamoci tutti per sostenere la Campania e per evitare che da lì parta un effetto domino. Lunedì 19 ottobre, in contemporanea a presìdi e flash mob in tutte le Regioni, scendiamo in piazza anche a Padova per ribadire la contrarietà alla chiusura delle scuole salvo nel caso in cui sia deciso un lockdown completo di tutto il Paese. Per dare vera priorità alla scuola e al diritto allo studio è necessario aumentare gli investimenti per trasporti e sanità, avere un sistema di tamponi rapidi e capillari, destinare alla scuola pubblica il 15 % del Recovery Fund e almeno l’aumento di un punto percentuale del PIL per la spesa ordinaria annua, per aumentare e stabilizzare il personale e per ampliare e migliorare gli spazi".

Priorità alla Scuola si riunirà lunedì 19 ottobre alle 17.00 in Piazza Antenore di fronte alla Prefettura.

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Case di riposo,sindacati lanciano l'allarme

17/10/2020 08:15

"La Regione non può più perdere tempo con annunci e promesse vane sulle case di riposo. Questo è il momento di agire, è finito il tempo degli spot! Va rafforzata subito la presenza di personale sanitario e assistenziale affinché gli ospiti siano seguiti al meglio, e affinché questi anziani non si ritrovino di nuovo chiusi senza l’affetto dei familiari all’interno delle strutture in questi momenti di rinnovata emergenza epidemiologica".

I sindacati dei pensionati del Veneto Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil tornano a lanciare l’allarme sulle case di riposo per scongiurare che riaccada ciò che è successo nei primi mesi di diffusione del virus, quando più di 800 ospiti sono deceduti in totale solitudine.

Un allarme giustificato dal fatto che la Regione annuncia interventi, ma non è trasparente sulla loro attuazione. Prendiamo i test rapidi per i visitatori nelle case di riposo, che dovevano cominciare il 12 ottobre: "A quanto ci risulta questa procedura non è ancora operativa in tutte le strutture, ma intanto è servita al presidente Zaia per avere i soliti titoli a caratteri cubitali sui giornali. Non è più il momento della propaganda, la campagna elettorale è finita!", commentano Elena Di Gregorio (Spi Cgil), Vanna Giantin (Fnp Cisl) e Fabio Osti (Uilp Uil). Non solo, ancora dalle segnalazioni che arrivano ai sindacati, ci sono Rsa che in questi mesi non si sono attrezzate per affrontare la temuta seconda ondata: "Ci sono strutture che non garantiscono i percorsi di isolamento per prevenire la diffusione del virus, che non hanno dispositivi di sicurezza in quantità sufficiente, che non si sono organizzate per consentire le visite dei famigliari", denunciano i sindacati -, "se a febbraio eravamo impreparati, ora non ci sono più alibi e la Regione ha la responsabilità di quanto avviene dentro le strutture per anziani". Per Spi, Fnp e Uilp la comunicazione tra ospiti e familiari deve essere una priorità, anche utilizzando supporti tecnologici, perché le relazioni affettive sono indispensabili per l’esistenza delle persone anziane e dei loro familiari.

Per is indacati inoltre non c’è più tempo da perdere: "non possiamo permettere una nuova ecatombe". Infatti, nel trimestre marzo-aprile-maggio 2020, sono aumentati del 23% le morti di anziani veneti ultrasettantacinquenni rispetto allo stesso periodo del 2019. Un vero e proprio dramma che non possiamo dimenticare. "La Regione intervenga subito in modo urgente, strutturato e soprattutto trasparente", concludono i sindacati, "non vogliamo ritrovarci ancora una volta a contare i morti fra i nostri anziani. Palazzo Balbi ci ascolti pima che sia troppo tardi".

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Venerdì 23 ottobre sciopero di bus e tram

17/10/2020 07:40

L’organizzazione sindacale OS CUB trasporti ha indetto per venerdì 23 ottobre uno sciopero generale per il trasporto pubblico locale di 24 ore. Saranno garantite le corse dalle 5.30 alle 8.30 e dalle 12.30 alle 15.29 per il servizio urbano e dalle 5 alle 8.30 e dalle 12.00 alle 14.29 per il servizio extraurbano. Per quanto riguarda gli impiegati lo sciopero si terrà per tutta la giornata lavorativa.

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