CONFCOMMERCIO

Arretrano i consumi
"Grave sofferenza"

17/11/2020 16:40

“Un risicatissimo +0,1% sul mese ed un più robusto -0,6% sull’anno la dicono lunga sullo stato di grande sofferenza che c’è nel commercio”.
La sostanziale deflazione che sta interessando il commercio in città, nel giudizio del presidente dell’Ascom Confcommercio, Patrizio Bertin, è la fotografia di una situazione che testimonia come i consumi non solo non crescano, ma addirittura regrediscano.
“Il dato forse più eclatante – continua Bertin – è quello che vede i servizi ricreativi e la ristorazione, che “pesano” in maniera consistente sull’indagine dell’Ufficio Prezzi del Comune, fare un passo indietro dello 0,1% nell’anno ma di ben il -0,9% nel mese anche se il blocco dell’attività serale dei ristoranti è cominciata verso la parte finale del mese”.
Gli stessi alimentari segnano un -0,2% sull’anno ed un +0,1% sul mese anche se con discrete oscillazioni tra prodotto e prodotto.
Infatti, mentre le diminuzioni riguardano in particolare gli oli ed i grassi, gli aumenti vanno intestati soprattutto alla frutta e alla verdura, prodotti che risentono, abitualmente, delle condizioni climatiche e dei trasporti, ma nello specifico anche del lockdown di marzo – aprile.
“Un discorso a parte merita il pane – aggiunge Bertin – che nell’anno cresce di due punti e mezzo. Una percentuale che, su un prodotto che costa mediamente pochi euro, significano pochissimi centesimi in buona parte attribuibili alle produzioni più particolari come possono essere i pani di grani speciali o i pani farciti”.
Ma ciò che più preoccupa Bertin sono le rilevazioni diffuse questa mattina da Confcommercio a livello nazionale che vede i consumi arretrare dell’8,1% rispetto ad un anno fa con punte del -73,2% per i servizi ricreativi, del -60% degli alberghi, del -38% di bar e ristoranti e con una prospettiva del -7,7% del Pil di novembre che diventerebbe del -12,1% nel confronto su base annua.
“Una prospettiva drammatica – conclude il presidente – sulla quale pesa anche la stretta sul credito imposta dalle nuove regole dell’Unione Europea. Serve una reazione forte e immediata: indennizzi adeguati per le imprese e moratorie fiscali e creditizie.


 
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