Recupero post infarto online e in presenza

03/12/2020 09:36

Tutti collegati. Sta per iniziare la seduta di riabilitazione cardiologica per pazienti che hanno subito infarto o impianto di bypass, sono stati dimessi dal ricovero ospedaliero e si trovano ora nella propria abitazione. C’è da rimettere in sesto il cuore con un po’ di sana attività fisica controllata. Da marzo di quest’anno, per via delle restrizioni imposte dall’emergenza Covid-19, il Servizio di Riabilitazione Cardiologica del nostro Complesso ai Colli eroga le sedute di riabilitazione in modalità “blended” o “mista”: alcuni pazienti sono in presenza, con mascherina e distanziamento interpersonale, altri si trovano invece a casa, in collegamento telematico con il fisioterapista. In presenza avvengono la visita di accesso al servizio e le prime otto sedute riabilitative, ma quando possibile si prosegue poi con gli incontri di gruppo online.

Anche il confronto con lo specialista cardiologo, di fatto mai interrotto dall’inizio della pandemia, avviene preferibilmente in modalità telematica. “Nel corso della videochiamata – spiega il dottor Andrea Ponchia, responsabile del Servizio di Riabilitazione Cardiologica ai Colli – il medico può dialogare con il paziente sulla storia del suo recente ricovero, verificare l’attuale presenza di sintomi, controllare la terapia assunta ed eventualmente ritararla. Il paziente può inoltre riferire il valore della pressione che si è automisurato a domicilio. Tutto questo viene riportato su un referto di visita che rimane in cartella clinica e viene anche inviato al paziente per posta elettronica. Recentemente abbiamo anche introdotto la possibilità di monitorare in tempo reale e da remoto la frequenza cardiaca degli assistiti, grazie a un’applicazione che questi possono scaricare gratuitamente e comodamente sul proprio smartphone”.

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Giovane poliziotto vinto dalla malattia

03/12/2020 09:08

Nuovo lutto per la Questura di Padova. A solo 36 anni l'agente delle Volonati Michele Lattanzi si è arreso a una grave forma di leucemia.

La malattia gli era stata diagnosticata a inizio settembre, il giovane si trovava a Padova da qualche anno. Il polizioatto lascia la moglie e due figlie. In Questura viene ricordato per la bontà d'animo e la sensibilità.

Cordoglio alla famiglia è giunto dal questore Isabella Fusiello, dal vice questore aggiunto Michela Bochicchio che dirige le volanti e da tutti i colleghi che si sono stretti attorno al dolore di chi lo conosceva. Una delegazione di agenti parteciperà alle esquie che si celebreranno nella sua città d'origine Alatri, in provincia di Frosinone, nella giornata di venerdì.

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James Blunt a Padova il 10 ottobre 2021

02/12/2020 14:26

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Montegrotto: gazebo per attesa davanti al Comune

02/12/2020 11:49

Un gazebo in vetro e acciaio, illuminato e dotato di sedie, è la sala di attesa su cui potranno contare le persone che dovranno recarsi al Comune di Montegrotto Terme per pratiche da svolgere necessariamente in presenza all’ufficio Servizi Demografici. Il gazebo è stato montato in piazza Roma, accanto all’ingresso principale del Comune, e consentirà l’accesso diretto in Comune attraverso una porta laterale.


“L’ingresso del Comune che fino ad oggi è stato usato come sala di attesa per gli uffici dei Servizi Demografici - spiega il sindaco Riccardo Mortandello - non garantisce l'afflusso degli utenti e il distanziamento necessario, imposto dalle norme di sicurezza contro il covid-19. È risultato quindi indispensabile garantire la sicurezza e la tutela della salute sia del personale sia degli utenti, dotando il municipio di una sala di attesa esterna temporanea, creando così un posto confortevole e riparato agli utenti per alleviare l’attesa, acconsentendo l’ingresso agli uffici ad un numero limitato di utenti per volta, nel rispetto del distanziamento sociale di sicurezza”


Il prossimo passo sarà riorganizzare le disposizioni degli spazi e delle postazioni di lavoro negli uffici, le modalità di ingresso ed uscita utenti che accedono ai locali e i percorsi interni per garantire in tutta sicurezza lo svolgimento delle funzioni essenziali rivolte ai cittadini, espletate dal personale dei Servizi Demografici.

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Calcolo mostra come un farmaco centra bersaglio

01/12/2020 15:23

L'Università di Padova ha sviluppato una metodologia che permette di seguire il percorso che porta un farmaco a incontrare e "riconoscere" il punto della molecola in cui svolgerà la sua funzione.

Una riduzione delle tempistiche, in uno scenario come quello attuale segnato dalla pandemia da Covid-19, che porterebbe enormi vantaggi soprattutto nella velocizzazione della ricerca dei farmaci per la cura della malattia. I recenti sviluppi delle tecnologie informatiche, assieme ai progressi della chimica farmaceutica di frontiera hanno portato a "simulare" l'intero processo di riconoscimento tra un farmaco e il suo bersaglio.

L'obiettivo è comprendere cosa accade nell'organismo umano, per poi tradurre questi risultati in azione terapeutica. Il lavoro è stato condotto da un team guidato da Stefano Moro, del Dipartimento di Scienze del Farmaco dell'Ateneo patavino, ed è stato pubblicato sulla rivista Scientific Reports.

Storicamente, la strategia sanitaria è stata quella di utilizzare precedenti evidenze cliniche efficaci in altre patologie, per poi applicarle ai contesti nuovi di emergenza pandemica. Nella prima ondata dell'infezione da SARS-CoV-2 si è fronteggiato il virus con trattamenti già approvati per altre infezioni virali, utilizzando farmaci pensati per la cura dell'HIV, raccogliendo indicazioni preliminari positive, restando comunque sempre in attesa di un vaccino efficace. "La particolare tecnica sviluppata nel nostro laboratorio - dice Moro - si chiama 'dinamica molecolare supervisionata' (SuMD) e ha trovato una sua applicazione nel descrivere a livello molecolare il riconoscimento tra una importante proteina del virus, la proteasi principale Mpro, e tre farmaci utilizzati in ambito clinico. Di questi tre farmaci - continua - mancava ancora una descrizione a livello molecolare del loro meccanismo di interazione con la proteasi Mpro".

La tecnica consente di seguire il farmaco che si avvicina alla sua proteina bersaglio, in quale regione della sua superficie avviene il riconoscimento e quali sono le proprietà chimiche del farmaco che gli consentono, dopo essere stato riconosciuto, di espletare la sua attività. Con questa tecnica computazionale sarà possibile quindi suggerire nuove strutture chimiche con una migliore efficacia terapeutica. Si potrà supportare così gli studi sperimentali nell'identificare precocemente quali tra tutti i possibili candidati farmaci presentino le caratteristiche ottimali.

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Sos imprese, Ascom al mercato di Montagnana

01/12/2020 13:46

Continua “SOS Imprese”, il road show “Ascom ti ascolta!”, l’iniziativa che l’associazione di categoria sta portando nelle principali piazze del territorio all’interno dei mercati più importanti dei comuni della provincia, ogni settimana fino al 16 di dicembre.

Dopo l’esordio, salutato dal successo, di Abano Terme, giovedì 3 dicembre sarà la volta del mercato di Montagnana.

Come è stato previsto dal format dell’iniziativa, dalle 9 alle 12 personale Ascom affiancherà il rappresentante territoriale Confcommercio assieme al segretario di delegazione, per ascoltare le esigenze delle imprese e dare sostegno offrendo soluzioni concrete ai bisogni degli imprenditori che in questo momento stanno affrontando problemi di ogni sorta. “Con “Sos imprese” – commenta Gianfranco Boscarato, presidente mandamentale dell’Ascom Confcommercio – ci mettiamo fisicamente in gioco per dare un segnale forte e concreto alle aziende del territorio che devono affrontare gli enormi problemi che la crisi sanitaria sta creando al sistema delle PMI, testimoniando la nostra vicinanza agli operatori del commercio che la crisi attuale ha messo in ginocchio”. In abbinata con l’invito a comprare nei negozi di vicinato – continua Boscarato - l’iniziativa dell’Ascom vuole essere un sostegno alla nostra economia che noi traduciamo con l’essere anche fisicamente vicini alle nostre imprese”.

Le prossime tappe toccheranno nell’ordine i mercati di Camposampiero, Montegrotto, Monselice ed Este.

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Pranzo di natale, lo stop vale 3,5 milioni

01/12/2020 12:23

"La confusione regna sovrana, si accavallano tumultuose le anticipazioni di stampa relative alle restrizioni per il giorno di Natale, con differenze marcate in base alle “fasce colorate” regionali e tutta questa incertezza è nemica di tutti gli imprenditori, soprattutto di quelli che, come noi, fanno ristorazione".

È sconsolato Erminio Alajmo, Presidente dell’Associazione Provinciale Pubblici Esercizi (APPE) di Padova e vice Presidente nazionale di FIPE Confcommercio, riguardo alle indiscrezioni che trapelano sul prossimo DPCM, che potrebbe prevedere la chiusura (totale o parziale) dei ristoranti nel giorno di Natale. "Da sempre – prosegue Alajmo – il pranzo del 25 dicembre al ristorante ha rappresentato per milioni di persone, in tutto il mondo, un momento di gioia, serenità e festa: non è possibile cancellarlo con un articolo, peraltro proprio nell’anno in cui questa giornata assume un’importanza ancora maggiore".

I festeggiamenti della Natività al ristorante “valgono”, in provincia di Padova, almeno 3,5 milioni di euro, con circa un migliaio di locali aperti e un prezzo medio di 50 euro. "Sono 70mila – conferma Alajmo – i padovani che, nel giorno di Natale, si recano al ristorante e che, qualora venissero confermate le voci anticipatorie, potrebbero invece rimanere a casa senza beneficiare dell’accoglienza dei pubblici esercizi".

Il risvolto negativo del “divieto di pranzo” colpirebbe direttamente anche i lavoratori: sono almeno 15mila, tra titolari, soci, collaboratori e dipendenti (fissi e “a chiamata”) le persone che a Natale rischiano di non lavorare, con una perdita netta di retribuzioni e compensi. "Il servizio di take-away e delivery – dichiara il Presidente Alajmo – spesso favoleggiato come panacea di tutti i mali, in realtà non compensa minimamente la chiusura dei locali, rappresentando meno del 20% dei ricavi, nella migliore delle ipotesi. Molti esercizi, per tipologia di prodotti e collocazione geografica, non possono nemmeno proporre questi servizi; altri, dopo alcune settimane di prova, hanno rinunciato".

Secondo l’APPE, peraltro, non vi sono evidenze scientifiche tali da motivare una scelta così drastica, come la chiusura totale dei ristoranti nel giorno di Natale, considerando che già le misure di distanziamento di fatto dimezzano i clienti che possono essere accolti. "Abbiamo rivisto i nostri locali – conferma Alajmo – riducendo i coperti, semplificando i menù, ridimensionando le occasioni di socialità, conserviamo i contatti delle prenotazioni, abbiamo distanziato i tavoli e dotato i lavoratori di tutti i presìdi sanitari ed ora, nell’unico momento dell’anno in cui potremmo lavorare, seppur al regime minimo, ci potrebbe venir chiesto di chiudere… mi chiedo con quale coraggio un governante possa prendere decisioni così avventate".

L’alternativa, fanno sapere dall’Associazione di via Savelli, non può che essere un ristoro integrale, certo, immediato e basato sui ricavi dello scorso dicembre. "Solo così – conferma Alajmo – potremo avere un minimo di speranza per le settimane a venire, considerando anche che sono venuti meno tutti i pranzi e cene aziendali, le feste scolastiche, i momenti conviviali… dicembre, che è un mese che di solito rappresentava il 20% del fatturato annuo di un ristorante, è una vera e propria “Caporetto finanziaria”".

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Il Presepe 'Anti-covid' realizzato a Saonara

01/12/2020 08:43

Il presepe della scuola Primaria Borgato di Saonara stupisce anche quest'anno. Si tratta infatti di un presepe 'anti-covid' realizzato con guanti e mascherine. "Anche quest'anno volevamo proporre ai nostri alunni di classe quarta e ai genitori il laboratorio a scuola del presepio, ma avevamo già compreso all'inizio dell'anno che non sarebbe stato possibile ospitare nel plesso scolastico alcuna persona esterna e neppure realizzare il laboratorio in un lavoro di gruppo. Abbiamo atteso, di settimana in settimana, le nuove disposizioni e abbiamo cercato di sperare di poter sempre lavorare in presenza. Alla fine, cercando di dare agli alunni, ansiosi di offrire il loro contributo ai compagni di tutta la scuola con questo tradizionale appuntamento, abbiamo scelto di dare la possibilità a tutti di lavorare a casa: attraverso un piccolo video tutorial si è dato spunto su come realizzare i vari soggetti e componenti con materiale plastico di riciclo, facendo attenzione a dare una seconda vita anche a mascherine, guanti e coton fioc. Le famiglie hanno risposto con un entusiasmo non previsto e hanno aggiunto fantasia al modello base, creando oggetti unici. La struttura è stata posta all'esterno della scuola e, per permettere a tutti di poter essere vista, è stata realizzata sulla ringhiera di recinzione una mostra fotografica dei manufatti. Al di là della bellezza estetica di quello che è stato fatto, il lavoro ha ricevuto tantissimi apprezzamenti per il messaggio che abbiamo voluto offrire di speranza e che i sistemi di protezione sono vita e altruismo".

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San Carlo, giovedì 3 pulizie straordinarie

30/11/2020 11:28

Giovedì 3 dicembre in zona San Carlo all’Arcella arrivano le Pulizie Intensive. Le vie Pierobon, Agostini e Leonardo da Vinci (solo capolinea bus) saranno interessate dall’intervento di igiene profonda, che rientra nel piano promosso sul territorio da Comune e AcegasApsAmga con l’obiettivo di garantire una città più pulita e restituire ai cittadini le strade in cui si abita o si lavora pienamente igienizzate. L’intervento sarà attivo con uomini e mezzi fin dalle prime luci del mattino: si inizierà con lo spazzamento meccanizzato, seguito da un lavaggio stradale approfondito e sarà effettuata un’accurata pulizia delle caditoie con idropulitrice.

TEMPI DI INTERVENTO

L’intervento durerà indicativamente dalle ore 5 alle ore 11, durante le quali le strade interessate dovranno essere completamente sgombre dalle auto in sosta, per consentire di intervenire sull’intera superficie e agevolare l’operatività dei mezzi. L’Amministrazione Comunale, a questo proposito, ha già emesso un’ordinanza di divieto di sosta su entrambi i lati delle strade interessate per tutta la durata dell’intervento. Dal provvedimento saranno sempre esclusi i vialetti privati di accesso ai singoli condomini. Si tratta di un limitato disagio per i cittadini, indispensabile però alla riuscita ottimale dell’intervento.

Per assicurare ai residenti la più ampia informazione possibile sull’iniziativa, da oggi e per i prossimi giorni sarà attiva in loco la campagna informativa con la distribuzione di volantini e locandine presso le abitazioni delle strade coinvolte.

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World Aids Day,in Africa giovani donne a rischio

30/11/2020 11:00

Sono giovani e donne le più esposte all’HIV in Africa sub-sahariana. Nella Giornata Mondiale contro l’AIDS, che ricorre il 1 dicembre, mentre la pandemia mette alla prova i sistemi sanitari di tutto il mondo, Medici con l’Africa Cuamm lancia l’appello per non trascurare gli effetti indiretti del Covid-19 e non dimenticare i milioni di persone che, in Africa come nel resto del mondo, continuano a rischiare la vita per un altro virus e un’altra epidemia, che ancora uccidono senza più fare notizia.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che nel 2019 fossero 38 milioni le persone affette da HIV nel mondo, 1,7 milioni le nuove infezioni e 690 mila le vittime. Due terzi delle persone sieropositive (25,7 milioni) vivono in Africa e, secondo UNAIDS – l’agenzia ONU impegnata nella lotta conto l’AIDS – il 25% delle nuove infezioni da HIV in Africa sub-sahariana è composta da giovani donne tra i 15 e i 24 anni; l’80% dei sieropositivi tra i 15 e i 19 anni in Africa è rappresentato da ragazze.

Se le giovani donne sono le più colpite, da loro bisogna partire per arginare la diffusione dell’HIV in Africa. Medici con l’Africa Cuamm lo fa con diverse azioni: offrendo test e trattamento in tutti gli ospedali in cui è presente, formando il personale sanitario, ma anche promuovendo l’attivismo delle donne sieropositive, come accade a Beira, in Mozambico, con il gruppo Kuplumussana (donne che si aiutano a vicenda) e di adolescenti di Geração Saudavel (generazione consapevole).

La pandemia ha cambiato anche gli interventi di questi attivisti, che però non si sono lasciati scoraggiare. A Beira, la seconda città del Mozambico, i giovani attivisti, non potendo più fare le visite casa per casa, hanno cominciato a lavorare nel nuovo call center messo in piedi da Medici con l’Africa Cuamm, per offrire consulenze e supporto ai pazienti sieropositivi almeno al telefono. Proprio a causa delle restrizioni dettate dall’emergenza sanitaria, tra aprile e luglio sono calati del 49% i test e del 41% gli incontri nei consultori aperti agli adolescenti, ma dopo la paura, anche grazie a questi nuovi approcci per mantenere un contatto con i pazienti, i numeri stanno lentamente tornando ai livelli pre-Covid di 32.000 consulenze e 7.000 test a trimestre. "Le epidemie si vincono coinvolgendo le comunità – sottolinea don Dante Carraro – spiegando il problema e i rischi, valorizzando il ruolo del singolo per il benessere di tutti. HIV, coronavirus, ebola: sono tutti virus ed epidemie che devono essere affrontati in maniera globale, ragionando come un’unica comunità, prendendosi cura dei più fragili, che sono più esposti e più a rischio. Per questo, anche se in questi mesi in Italia il nostro pensiero va subito al Covid-19, non possiamo abbassare la guardia ora sull’AIDS e lasciare che la pandemia ci faccia tornare indietro sugli importanti progressi fatti in questi anni".

LE MADRI CHE SI AIUTANO A VICENDA

A Beira, in Mozambico, dal 2005 le madri sieropositive del Kuplumussana (“donne che si aiutano a vicenda”, nella lingua locale Sena), sono in prima linea nelle attività di sensibilizzazione delle altre donne, nell’accogliere quelle che scoprono di essere sieropositive, nel mostrare loro che una vita senza vergogna è possibile. Perché l’HIV non distrugge solo il sistema immunitario delle persone, ma molto spesso anche la loro rete sociale: mette le donne ai margini, vittime di stigma. Geração Saudavel (“generazione consapevole”) è l’associazione parente di queste madri-attiviste: spesso composta dai loro stessi figli nati sieropositivi, raggruppa adolescenti impegnati nel fare sensibilizzazione tra i loro coetanei, con incontri nelle scuole, nei consultori, marce e teatro di strada.

È possibile sostenere il lavoro di Medici con l’Africa Cuamm con una donazione su c/c postale 17101353 e online su www.mediciconlafrica.org

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