Musme: viaggio virtuale attraverso la storia

25/01/2021 11:19

La scienza, la ricerca e la medicina come alleate nella prevenzione e la lotta ai principali agenti patogeni. Questo concetto sarà spiegato agli studenti in particolari "uscite didattiche".

Il Musme, il Museo della Soria della Medicina apre virtualmente le porte a centinaia di ragazzi e ragazze che nelle prossime settimane torneranno a visitare una delle strutture museali più tecnologicamente avanzate d’Italia.

Prima della pandemia il polo museale con sede a Padova registrava la presenza di più di 700 scolaresche e quasi 50mila visitatori all’anno. Ora riprende l’attività con un viaggio digitale attraverso la storia dell’igiene, garantendo una “gita” particolare legata a temi di stretta attualità.

Il Musme non è un museo nel senso tradizionale del termine, all’esposizione di oggetti dal grande valore storico associaun massiccio uso di tecnologie d’avanguardia, che spaziano dalla realtà aumentata, ai touchscreen e alle simulazioni in 3D.

“Pillole d’igiene: da Ippocrate a Semmelweis.
Un viaggio nella Storia della Medicina” è un percorso guidato che racconta lo sviluppo dell’igiene e la lotta a virus e batteri attraverso la scienza applicata alla medicina. Una guida porterà gli alunni alla scoperta delle sale e delle tecnologie del Musme, il tutto in diretta Youtube e con la possibilità di interagire con quiz e domande.

Un viaggio che parte da Ippocrate e passa da Andrea Vesalio, Galileo Galilei, Giovanni Battista Morgagni per finire con Ignaz Semmelweis, medico ungherese che nel 1847 scoprì l' importanza di lavarsi bene le mani e famoso per i suoi importanti contributi allo studio delle trasmissioni batteriche da contatto.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Musme e Tigotà Educational che promuove attività di formazione nelle scuole. “Abbiamo deciso di sostenere questa iniziativa con convinzione coinvolgendo il maggior numero possibile di studenti – sostiene Tiziano Gottardo, presidente del gruppo – perché crediamo nella formazione di qualità per le future generazioni, per gli adulti di domani. In questo particolare momento il percorso che propone il Musme è strettamente legato all’attualità. La speranza è di poter presto tornare a svolgere le nostre attività in presenza ma non volevamo precludere questa opportunità di conoscenza ai ragazzi e alle ragazze”.

Per Luca Quareni, direttore operativo del Musme: “Grazie a questo progetto il MUSME puo’ continuare nella sua mission di divulgazione scientifica alle scuole che è un pubblico da sempre privilegiato dal Museo e che, a seguito della pandemia, ha dovuto rinunciare alle visite guidate in presenza. Lo sforzo inoltre è stato quello di creare, partendo dal percorso “classico” del MUSME, delle proposte specifiche. E di certo l’attenzione all’igiene e a come essa sia un potente alleato nella prevenzione e lotta ai principali agenti patogeni, è un aspetto di estrema attualità. Il tutto è proposto in “stile MUSME” quindi conciliando il rigore scientifico con l’interattività e la gamification, al fine di rendere l’esposizione dei concetti partecipata dagli studenti stessi e non solo monodirezionale”.

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Il 'Concerto della Memoria' del Pollini

25/01/2021 08:01

Sarà una “distanza” legata soltanto alle vigenti normative di sicurezza ma avverrà con la stessa partecipazione e l’impegno di sempre il concerto offerto dal Conservatorio di Musica “Cesare Pollini” di Padova per la Giornata della Memoria.

Alle ore 18.30 di mercoledì 27 gennaio, ricorrenza istituita dall’Onu a ricordo del giorno in cui nel 1945 il campo di sterminio di Auschwitz venne liberato e mostrò al mondo i suoi orrori, in diretta streaming dall’Auditorium Pollini (attraverso la pagina www.facebook.com/Conservatorio.Pollini.Padova e il canale YouTube Spettacoli Conservatorio Pollini PD) l’ensemble composto da Chiara Parrini e Serena Bicego, violini, Elio Orio, viola, Bruno Beraldo, violoncello, Francesco Piovan, contrabbasso, e Salvatore Baronilli, clarinetto, proporrà un programma dedicato alla musica e alla cultura ebraiche che vedrà anche un intervento della Vice Presidente Gina Cavalieri per un saluto da parte della Comunità Ebraica di Padova.

Un evento dunque che affida alle note il ruolo di custodire e al contempo di diffondere un sentimento e una tradizione, suggerendo una preghiera sia intima che pubblica affinché tragedie simili non si ripetano mai più.

Il Concerto della Memoria dell’Istituto musicale padovano, coordinato dal docente di Clarinetto Baronilli, aprirà con “Yedid Nefesh” (trad. amato dell’anima) di Avraham Fried (1959), autore che usa i linguaggi del pop, del rock e del jazz per veicolare testi e temi della cultura ebraica; l’esecuzione di questo brano, così come quella del successivo, si rifà all’arrangiamento di Adolfo Locci, rabbino capo di Padova, e del pianista Fabrizio Durlo nell’ambito di un progetto per portare i canti sacri della tradizione fuori dalle sinagoghe. A seguire il toccante canto “Ani Ma’amin” (trad. io credo) attribuito a Azriel David Fastag, il quale si ritiene abbia composto la melodia mentre veniva trasportato al lager di Treblinka. Il testo si richiama ai tredici principi della fede ebraica, e in particolare al dodicesimo (Venuta del Messia), formulati da Mosè Maimonide (1135-1204), il rabbino e filosofo ebreo di maggior influenza del Medioevo. Il motivo che celebra l’amore per la vita e la fede era intonato dagli ebrei deportati nel loro viaggio verso la morte. A conclusione si ascolteranno le Esquisses Hebraiques (Jewish Sketches) op. 12 (1914) del violoncellista e compositore Alexander Krein (1883-1951), ritenuto fra i rappresentanti del movimento musicale ebraico russo. Il suo stile, influenzato dall’impressionismo francese e dall’amico Skrjabin, diede vita ad un linguaggio musicale moderno che attingeva ad elementi laici e sacri della musica ebraica.

Il Direttore del Conservatorio “Pollini” m° Elio Orio, coinvolto nel Concerto della Memoria anche in qualità di musicista, spiega: "Suoneremo insieme ai colleghi non per dovere istituzionale, ma per un dovere morale che sentiamo come uomini e come musicisti".

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Pozzi nell'Alta: "Ci sia acqua buona per tutti"

23/01/2021 11:00

“L’obiettivo primario dev’essere la messa a disposizione di acqua buona per tutti e, più in generale, un efficientamento della gestione del servizio idrico nell’area dell’Alta Padovana”.

Veneto Acque cede a Etra i pozzi di Camazzole e Carmignano (oltre a delle condotte, per una lunghezza totale di 43 chilometri), Cia Padova chiede progetti specifici per la ricarica della falda: “L’accordo fra le due società va nella direzione giusta. Ora, però, gli enti competenti predispongano dei progetti ad hoc finalizzati alla tutela quali-quantitativa della falda acquifera stessa. Le risposte siano certe, chiare e veloci: questo a favore dei cittadini e della filiera agroalimentare”.

In questo quadro si inserisce il progetto Democrito, a cura del Consorzio di Bonifica Brenta. Tale intervento mira alla realizzazione di una tubazione principale di due metri di diametro e delle derivazioni necessarie destinati alla ricarica delle falde per la sostenibilità dei prelievi, tra i Comuni di Marostica e Sandrigo, da costruire per stralci successivi. Occorre, inoltre, mettere a punto delle interconnessioni acquedottistiche a monte, necessarie per garantire continuità in termini qualitativi e quantitativi dell’approvvigionamento idrico dei Comuni rivieraschi.

Fra le ulteriori azioni da realizzare da parte della multiutility Etra, secondo Cia Padova, “un monitoraggio preciso e puntuale dell’efficacia delle operazioni di ricarica e, di pari passo, anche la promozione di attività divulgative sui risultati raggiunti”.

A tale proposito, “è necessario sensibilizzare e coinvolgere attivamente gli utenti sulla logica del risparmio idrico e sul riequilibrio della falda, dimostrando loro la fattibilità tecnica, la convenienza economica e la sostenibilità ambientale della ricarica degli acquiferi. Auspichiamo che Etra stili un cronoprogramma che comprenda delle iniziative adeguate – sottolinea il direttore di Cia Padova, Maurizio Antonini –. Il ciclo idrico integrato va salvaguardato, serve una road-map che definisca i vari passaggi. Non possiamo permetterci di sprecare né una goccia di acqua, né tempo”. “Da anni – continua il direttore - ci stiamo impegnando su vari fronti per promuovere un concetto tanto semplice, quanto fondamentale: l’acqua è un bene pubblico, tutta la popolazione ha diritto ad un corretto approvvigionamento”.

Pure relativamente al mondo agricolo, “si tratta di un elemento strategico, in quanto garantisce un’alimentazione sana agli animali e una crescita corretta alle coltivazioni quali ortofrutta, cereali piante e fiori. Motivo per cui il sistema del ciclo idrico integrato è chiamato, fra le altre priorità, a far fronte alla crisi idriche, anche in territori considerati maggiormente a rischio. “In ultima istanza – conclude – l’accesso a questa preziosa risorsa venga assicurato attraverso le opere, e una costante manutenzione delle stesse. La ricarica della falda, appunto, stia in cima all’agenda delle urgenze degli enti preposti”.

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CUPLA: Vaccino sia obbligatorio per anziani

23/01/2021 09:44

“E’ importante vaccinarsi, per il bene proprio e di tutta la comunità. La vaccinazione protegge la nostra salute e quella degli altri. E’ un atto di responsabilità, un diritto e un dovere civico. I dati sono allarmanti: nel quarto trimestre 2020 nel Veneto i decessi sono stati 733 in più rispetto al quarto trimestre 2019”.

A lanciare l’appello è Raffaele Zordanazzo, coordinatore regionale del CUPLA del Veneto, il Coordinamento delle Associazioni dei Pensionati del Lavoro Autonomo, che rappresenta oltre 250.000 pensionati appartenenti alle organizzazioni di Anap Confartigianato, Anpa Confagricoltura, Anp Cia, Casa Casartigiani, Cna Pensionati, Fipac Confesercenti, Fnp Coldiretti e 50&Più Confcommercio. “In questo momento difficile, sono proprio gli anziani ad avere idea di come tutelarsi e sperare di superare questa pandemia: 9 anziani su 10 sono pronti a vaccinarsi ed oltre il 65% lo vuole rendere obbligatorio. Come CUPLA – continua Zordanazzo - sosteniamo la recente presa di posizione espressa dai sindacati dei pensionati Cgil, Cisl e Uil, che chiedono la vaccinazione obbligatoria per gli anziani. Siamo inoltre a chiedere che si acceleri il piano di vaccinazione, a partire proprio dagli anziani, le persone con disabilità e chi se ne prende cura ed è a stretto contatto”.

Il servizio di assistenza psicologica “InOltre” della Regione Veneto, evidenzia che molte persone che hanno i cari in ospedale chiamano manifestando la sofferenza per il distacco e l’impossibilità di assisterli. Il personale sanitario, che compie un lavoro straordinario per curare, assistere i malati, non può necessariamente assicurare la propria vicinanza a tutti, non riesce a farlo, dovendo pensare anche agli altri ricoverati con un'organizzazione ben precisa che va oltre la propria volontà. “Noi familiari (coniugi, figli, nipoti) ci sentiamo derubati del nostro ruolo, della possibilità di dare affetto e offrire conforto. Siamo preoccupati perché non sappiamo come gestire questa situazione: è importante per i nostri cari ricoverati di Covid avere vicino l’affetto dei propri congiunti. L’isolamento e la solitudine (alla quale gli operatori provano - per quel che è loro possibile - dare risposta) è un fattore che aggrava lo stato d’animo. Le persone che non vedono più i loro parenti stanno peggio, si sentono sole e spaventate. Ma come si può garantire la sicurezza evitando la solitudine? Ci sono esempi positivi sperimentati in diversi ospedali e Rsa che permettono ai famigliari di far visita agli ospiti in totale sicurezza”.

E poi conclude: “Esprimiamo infine soddisfazione per il grande impegno della sanità pubblica veneta nel vaccinare il personale sanitario e delle case di riposo, insieme agli ospiti. E’ importante che anche i nostri medici di famiglia possano somministrare i vaccini, grazie all’accordo tra le sigle sindacali dei medici e la Regione. Il personale sanitario e sociosanitario, impegnato negli ospedali, nel territorio, nelle case di riposo, gli OSS, le infermiere e gli infermieri, i volontari che operano nelle ambulanze e i medici stanno vivendo momenti difficili, provati da stress, preoccupazione, stanchezza e sconforto: un pensiero riconoscente da parte nostra va a loro, per il loro lavoro prezioso e umanamente straordinario”.

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"Veneti, venite a fare le cure termali"

23/01/2021 09:37

“In un momento in cui le norme per il contenimento della pandemia ci danno un'unica strada per la sopravvivenza delle nostre aziende, ovvero quella di affidarci alla nostra vocazione per la salute, invito tutti i Veneti a non abbandonarci, continuando a scegliere le Terme di Abano e Montegrotto per i loro fanghi termali brevettati e le loro acque salso-bromo-iodiche". Esordisce così il Presidente di Federalberghi Terme Abano Montegrotto, Emanuele Boaretto, alla luce dei sempre più limitanti decreti emessi dal Presidente del Consiglio dei Ministri.

Se l'ultimo DPCM infatti, continua a bloccare il turismo nazionale ed autorizza al soggiorno in hotel solo coloro che vi si rechino per motivi di lavoro o salute, sempre più strette si fanno le successive chiusure regionali, che bloccano i veneti nella loro regione arancione secondo tutte le limitazioni del caso. "Dopo che le frontiere chiuse dalle quarantene hanno definitivamente privato il nostro bacino degli stranieri, ovvero il 45% degli ospiti, la quasi totalità del mercato interno è stata fermata dalle regolamentazioni tricolori. Il Governo non ci vede riconosciuti aiuti vagamente vicini alle nostre necessità, mentre i pagamenti di tasse e tributi continuano ad essere richiesti anche se le imprese sono chiuse. Non ci resta che appellarci agli unici che ci possano aiutare: i cittadini della nostra Regione. Sono così, ora, quattro le ragioni e i vantaggi - spiega boaretto - per recarsi in uno dei centri termali Euganei a svolgere un periodo di cure:

1. La prevenzione: rispetto alle problematiche legate all’apparato osteoarticolare e all’apparato respiratorio, utile a tutte le età, anche a chi si sente in perfetta salute, ma trascura i primi segnali di un problema.

2. La cura degli acciacchi e mali di stagione senza rischi di effetti collaterali, grazie all’impiego di risorse naturali quali acqua e fango termali.

3. L'abbassamento delle spese a carico del Sistema Sanitario Nazionale: come dimostrato ormai da tante ricerche, prendersi costantemente cura della propria salute scongiura o ritarda l’insorgenza di alcune problematiche più gravi legate al passare degli anni e indirettamente aiuta il nostro Paese a contenere la spesa per l’assistenza sanitaria.

4. Infine, quest'ultima, sorta in questo periodo disastroso che sta entrando nel 12° mese, ovvero la necessità di dare sostegno a migliaia di lavoratori e all'imprenditoria locale, che solo attraverso questa forma di supporto da parte di tutti, può pensare di avere un po’ di sollievo dal peso che la sta soffocando".

Le aziende termali del Bacino termale di Abano e Montegrotto, sono dotate di presidio sanitario obbligatorio con medici termalisti e operatori di assistenza termale specializzati. Applicano protocolli anti-covid molto rigorosi, da quello definito “Accoglienza sicura”dedicato all’hotel ad uno specifico sviluppato appositamente per i centri termali.

Possono vantare un prodotto tradizionale meritevole di tutela da parte della Regione Veneto che lo garantisce con un proprio marchio, il Fango D.O.C. – Thermae Abano Montegrotto – Regione Veneto. Tutta la filiera di produzione è controllata dal Centro Studi Termali Pietro d’Abano, che attraverso la ricerca scientifica può validare l’efficacia delle nostre cure e innovare il prodotto ottimizzandone la qualità.

E' assicurata inoltre la formazione continua del nostro personale, che si mantiene sempre all’avanguardia pur restando consapevole di trattare una risorsa dalle origini millenarie. “Come ci siamo avvicinati tutti ai commercianti sotto casa, - termina Boaretto - vietandoci di fare acquisti on-line per sostenere il commercio locale, altrettanto dovremmo sfruttare le complessità di fronte alle quali ci mette questo periodo, per iniziare a curarci nei centri termali ad un passo da casa, decidendo se soggiornare o meno in albergo, ma scegliendo di incentivare un settore che da un anno è bloccato”.

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Covid: boom di burocrazia in Veneto

23/01/2021 08:40

A causa della presenza del Covid, la produzione normativa è esplosa: tra circolari, ordinanze, decreti, Dpcm, leggi, linee guida sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, etc., sono 450 le misure legislative approvate a livello nazionale in poco meno di un anno. Un boom della burocrazia legislativa che ha disorientato il Paese.

L’ufficio studi della CGIA - che ha redatto questa elaborazione - tiene comunque a precisare che tra le 450 norme conteggiate non sono incluse le faq del Governo e gli accorgimenti normativi anti-Covid che sono stati approvati dalle regioni. Al netto delle leggi approvate dal Consiglio regionale, sempre in questo periodo il Presidente della Regione Veneto, ad esempio, ha emanato 44 ordinanze, 7 chiarimenti e 3 accordi con le province di confine di altre regioni.

Un profluvio di disposizioni, dicevamo, composto da migliaia e migliaia di pagine che ha travolto tutti: cittadini, lavoratori e imprese, creando non pochi problemi interpretativi, soprattutto ai piccoli imprenditori che si stanno ancora districando tra un groviglio di disposizioni legislative, spesso in contraddizione tra loro e in costante cambiamento, perché in buona parte correlate alla “colorazione” della propria Regione.

La Pubblica Amministrazione (PA) nazionale più prolifica in materia normativa è stata il ministero della Salute con 170 provvedimenti. Seguono la Protezione civile con 86, il ministero dell’Interno con 37, l’Inps con 36, il Commissario per l’emergenza da Covid con 35 e l’Inail con 8. Ad aver costretto queste Amministrazioni a deliberare in misura così copiosa sono stati i 29 decreti legge approvati dal Governo fino a questo momento, i 23 Dpcm firmati dal Presidente del Consiglio e le 14 leggi approvate dal Parlamento. Intendiamoci, la gravità della situazione ha imposto al legislatore di mettere in campo importanti misure a tutela della salute, disposizioni urgenti per fronteggiare i rischi sanitari e interventi a favorire del lavoro e delle imprese: scelte legittime che, però, hanno scatenato in maniera imprevedibile la “produttività” legislativa della macchina burocratica pubblica.

Anche le parti sociali sono state chiamate a redigere un protocollo generale in accordo con il Governo per tutelare la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. La firma è stata raggiunta il 14 marzo scorso. A seguito di questo provvedimento sono seguiti altre 11 linee guida che hanno interessato altrettanti comparti produttivi. Va comunque sottolineato che nel nostro Paese da sempre c’è una grande propensione a emanare leggi. Si stima che in Italia vi siano 160.000 norme, di cui 71.000 promulgate a livello centrale e le rimanenti a livello regionale e locale. In Francia, invece, sono 7.000, in Germania 5.500 e nel Regno Unito 3.0001.

Tuttavia, la responsabilità di questa iper legiferazione è ascrivibile alla mancata abrogazione delle leggi concorrenti e al fatto che il nostro quadro normativo negli ultimi decenni ha visto aumentare esponenzialmente il ricorso ai decreti legislativi che, per essere operativi, richiedono l’approvazione di numerosi decreti attuativi. Questa procedura ha aumentato a dismisura la produzione normativa nel nostro Paese, gettando nello sconforto cittadini e imprese che ogni giorno sono chiamati a rispettarla.

Tuttavia una soluzione parrebbe praticabile. Si potrebbe, ad esempio, ridurre il numero delle leggi attraverso l’abrogazione di quelle più datate, evitando così la sovrapposizione legislativa che su molte materie ha generato incomunicabilità, mancanza di trasparenza, incertezza dei tempi ed adempimenti sempre più onerosi, facendo diventare la burocrazia un nemico invisibile e difficilmente superabile. Dalla CGIA concludono con una provocazione: se il virus fosse allergico alle normative prodotte dalla nostra burocrazia, molto probabilmente sarebbe scomparso da tempo, invece sia la crisi sanitaria sia quella economica non accennano a diminuire. Intendiamoci, la gravità della situazione ha imposto al legislatore di mettere in campo tutte le misure legislative necessarie a tutela della salute e per fronteggiare le difficoltà delle famiglie e delle imprese.

Questo contesto del tutto imprevisto ha scatenato in misura sconsiderata l’iper produttività legislativa della macchina burocratica statale che ha gettato nella confusione più totale milioni e milioni di persone. La nostra Pubblica Amministrazione si è comportata in maniera bifronte: è stata inflessibile quando ha imposto le limitazioni alla mobilità e le chiusure ai bar, ai ristoranti e ai negozi; per contro, ha dimostrato di essere del tutto inefficiente e spaventosamente impreparata quando, invece, è stata chiamata a riorganizzare i propri servizi per “aggredire” la diffusione del virus. Di esempi ce ne sono a iosa: come, ad esempio, la tracciabilità dei contagiati, vedi il clamoroso flop dell’app Immuni, il mancato potenziamento della medicina territoriale, il fallito tentativo di tornare tutti a scuola e l’incapacità di mettere a punto un serio piano di rilancio del trasporto pubblico locale.

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Contratto Metalmeccanici Mobilitazione continua

22/01/2021 16:50

In queste ultime settimane è in pieno svolgimento la trattativa per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici dell’Industria scaduto a dicembre 2019. "Il nostro territorio - spiegano FIM FIOM UILM di Padova - vede la presenza di circa 70mila lavoratori del comparto ed ha visto una importante e non scontata partecipazione alle iniziative di sciopero di ottobre e novembre 2020 indette unitariamente da FIM FIOM e UILM e tuttora vede una diffusa partecipazione al blocco degli straordinari e delle flessibilità d’orario".


Ancora i tre sindacati: "Nelle aziende più grandi e importanti della provincia le lavoratrici e i lavoratori sollecitano le organizzazioni sindacali ad ottenere un contratto di lavoro significativo sul piano del salario: vengono, infatti, chiesti un incremento dell’8% del salario e un inquadramento equo che sia al passo con le nuove competenze derivanti dall’evoluzione tecnologica e, soprattutto, che punti alla competizione non tra le persone, ma tra sistemi industriali volti al progresso collettivo. Tutto ciò per avere una società in cui il lavoro sia senza precariato, senza l’utilizzo di appalti che sfruttano i lavoratori, in una dimensione che riesca a dare ai lavoratori una prospettiva di soddisfazione e passione per il loro lavoro".


Per questo motivo FIM FIOM e UILM di Padova "rinnovano queste rivendicazioni ed invitano le lavoratrici e i lavoratori a continuare la mobilitazione in atto ed a tenersi pronti qualora servisse impegnarsi ulteriormente con lo sciopero e con altre iniziative di lotta. Il contratto dei metalmeccanici serve per evolvere, ad andare oltre le crisi ed oltre la pandemia".


Il 2, 3 e 4 febbraio riprenderà la trattativa in plenaria, "saranno giorni fondamentali per riuscire a conquistare un contratto dignitoso - concludono FIM FIOM UILM di Padova - Assindustria Veneto Centro e Federmeccanica accettino che per essere al passo coi tempi deve progredire la condizione di chi deve lavorare per vivere".

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Settimana preghiera unità dei cristiani

22/01/2021 13:26

Si conclude lunedì 25 gennaio la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, il cui tema quest’anno è stato tratto dal Vangelo di Giovanni: “Rimanete nel mio amore: produrrete molto frutto” (Cfr Gv 15,5-9) .


In questa settimana, si sono svolti alcuni appuntamenti di approfondimento e di preghiera, e ogni giorno nel santuario di San Leopoldo a Padova, alle ore 18.30 nei giorni feriali e alle ore 18 il sabato e la domenica, si è celebrata l’Eucaristia con le intenzioni della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani.


Domani sabato 23 gennaio, alle ore 18, la celebrazione eucaristica sarà presieduta da mons. Giovanni Brusegan e vi parteciperanno il Movimento dei Focolari, l’Associazione cattolica operatori sanitari, il Movimento apostolico ciechi, il Centro volontari della sofferenza, l’Unitalsi, il Movimento per la vita, l’ Associazione Murialdo e l’ Associazione “Figli in cielo”.


Domenica 24 gennaio, alle ore 18, la celebrazione eucaristica sarà presieduta da don Stefano Manzardo (assistente diocesano dell’Azione cattolica). Parteciperanno Azione Cattolica e Meic -Movimento ecclesiale di impegno culturale.


Chiude la settimana, lunedì 25 gennaio, alle ore 18.30 la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla. Parteciperanno Comunione e Liberazione, Cursillos di Cristianità, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII e Movimento Carismatico di Assisi.

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Giorno della Memoria ad Albignasego

22/01/2021 12:40

Pur nell’impossibilità ad organizzare incontro pubblici con la presenza degli spettatori, per commemorare il Giorno della memoria quest’anno il Comune di Albignasego ha voluto organizzare due iniziative di forte testimonianza, dal grande impatto emotivo, utilizzando i canali social: dal 26 e 27 gennaio saranno visibili quattro brevi video con letture di brani tratti da libri che raccontano la persecuzione e l’internamento degli ebrei in Italia, con uno sguardo al territorio padovano. Sarà inoltre pubblicata on line la toccante testimonianza di Luca Finzi Contini, cittadino di Albignasego, che narrerà la storia dei suoi nonni paterni, Bruno e Fernanda, partendo dal famoso romanzo "Il giardino dei Finzi-Contini" di Giorgio Bassani. «Da alcuni anni a questa parte ho sentito il dovere civile di tenere vivo il ricordo delle vicende familiari» dichiara Luca Finzi Contini. «Racconterò, a parole e con alcune foto d'epoca, la storia dei miei nonni paterni, Bruno Finzi Contini e Fernanda Minerbi, e di come il dramma delle leggi razziali abbia segnato la loro vita, quella di mio padre e dei suoi fratelli. Partendo dal rapporto che lega i miei nonni al famoso romanzo "Il Giardino dei Finzi-Contini" di Giorgio Bassani, racconterò brevemente la loro eccezionale vicenda, che li portò da famiglia benestante dell'alta società milanese a fuggiaschi, che raggiunsero la Puglia, finalmente in mano alleata, riuscendo a salvarsi. Un ricordo del loro coraggio, senza il quale né io né mio figlio Samuele saremmo mai potuti esistere».


La video-testimonianza sarà pubblicata sui canali social della biblioteca e della Città di Albignasego, dove saranno caricate anche le quattro puntate di “Non dimenticare”, evento realizzato dal laboratorio base di recitazione The Play teatro e cinema. Nei video, dalla durata massima di 5 minuti, gli allievi leggeranno alcuni passi liberamente tratti da “Diario” di Primo Zevi, “Vanda” di Vasco Pratolini, “Arrivederci ragazzi” di Louis Malle, “Nessun giusto per Eva” di Francesco Selmin e “Lasciami andare, madre” di Helga Schneider. Adattamento di Antonella Paradiso ed Enza Costantino, per la regia di Diego De Francesco.


Le videoletture saranno caricate sulle piattaforme social a partire dalla sera del 26 gennaio, come introduzione e contorno alla videotestimonianza diretta della famiglia Finzi Contini, che sarà pubblicata nella giornata del 27 gennaio.


«L’emergenza sanitaria non deve allontanarci dal dovere civile e morale» dichiara il sindaco Filippo Giacinti «di non dimenticare la pagina più tragica della nostra storia recente. Abbiamo pertanto fatto tutto il possibile per organizzare delle iniziative che ricordino l’olocausto e le sue vittime, utilizzando una modalità nuova, che raggiunga direttamente a casa gli spettatori e che ha l’indubbio vantaggio di poter essere visto e riprodotto più volte, anche nei tempi a venire. Un contributo, anche questo, alla conservazione della memoria».


All’organizzazione dell’evento hanno contribuito l’assessore alla Cultura, Gregori Bottin, e la consigliera Denise Barison.

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Teatro, Cappuccetto rosso gratis on line

22/01/2021 12:27

A Polpetta e Caramella – ovvero le attrici Laura Feltrin e Margherita Re, dirette da Sergio Manfio –, con il divertente “ROSSO COME CAPPUCCETTO ROSSO”, spetta questa settimana il compito di divertire e coinvolgere i tanti bambini che seguono con attenzione e calore il cartellone teatrale della rassegna Spazio al Teatro di Padova. Domenica 24 gennaio alle 16, in streaming gratuito, lo spettacolo è fruibile collegandosi sulla pagina https://www.facebook.com/spazioalteatro/.


La rassegna Spazio al Teatro – che quest’anno si svolge tutta in streaming – terrà compagnia ai bambini e alle famiglie fino a domenica 14 marzo. Il cartellone è organizzato dal Circuito Teatri e Città, con la direzione artistica de Gli Alcuni e con il patrocinio e sostegno dell’Assessorato alla cultura del Comune di Padova e del MIBAC.


LO SPETTACOLO: Un’inedita, divertente rilettura della fiaba di Cappuccetto Rosso, che sa coinvolgere e divertire il giovane pubblico e i genitori grazie alla verve delle due attrici. Polpetta e Caramella riescono a portare con sé nel loro mondo magico i bambini, grazie all’abile narrazione e a splendide canzoni e danze da ripetere tutti insieme. La banda dei 6 Cuccioli, come è ormai tradizione, si affiancherà alle due attrici interpretando in maniera ovviamente un po’ strampalata i personaggi della fiaba, e il divertimento e il lieto fine sono assicurati.


UNO SPETTACOLO INTERATTIVO CHE INCORAGGIA LA PARTECIPAZIONE DEI PIÙ PICCOLI: Anche questo spettacolo – come gli altri della rassegna – è stato recitato e ripreso al Teatro Sant’Anna nelle scorse settimane con telecamere in alta definizione. Il video è stato poi editato da Gruppo Alcuni in maniera da divertire il giovane pubblico e stimolare la partecipazione da casa, grazie anche alla presenza dei pupazzi dei fenicotteri Lello e Lella che – durante ogni spettacolo – pongono delle domande al pubblico. I due fenicotteri sono i protagonisti del divertente “gioco a quiz” che interrompe lo spettacolo in alcuni punti.

Armati di foglio e penna, i bambini da casa sono invitati a segnare su carta le risposte alle facili domande relative allo spettacolo poste dai due pupazzi. Al termine dello spettacolo i genitori possono scrivere a [email protected] dando le loro risposte. Per chi risponde correttamente, ogni settimana c’è un premio a sorpresa, diverso ogni settimana e naturalmente in tema con lo spettacolo!


Tutte le informazioni e gli aggiornamenti sul sito www.spazioalteatro.it e sulla pagina Facebook “Una fetta di Teatro”.

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