ECONOMIA

Brexit, pericolo per
esportazioni Veneto

13/02/2021 10:31

La Brexit mette in pericolo l'export del Veneto, oltre 2.9 miliardi di euro nel 2020, e soprattutto i 2,3 miliardi di saldo commerciale positivo regionale nei confronti dell'Inghilterra, pari all'1,6% del Pil veneto, quasi il doppio del peso sul Pil nazionale. Lo afferma Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto, sulla base dei primi dati sul crollo dell'export inglese (-68%) verso la Ue dopo il primo mese dell'uscita della Gran Bretagna dalla Ue. Il made in Veneto sul mercato del Regno Unito prima dello scoppio della pandemia valeva 2,2 punti di Pil e registrava una crescita rispetto al 2018 del 2,5%. Gli effetti della crisi Covid-19 sono un calo delle esportazioni venete verso Gb del 21% (quasi il doppio rispetto al calo italiano -11,9%) pari a 760 milioni di euro, performance peggiore rispetto al -11,2% delle vendite regionali verso tutti i paesi extra Ue. "La situazione è preoccupante su più fronti - prosegue Boschetto - da quello logistico, con l'eurotunnel che viaggia a rilento e il sistema doganale inglese che sta soffrendo sotto il carico del nuovo lavoro, a quello informatico; dai nuovi costi più o meno occulti del sistema di sdoganamento, allo spettro del cambio di formula sugli accordi di gestione del trasporto e delle pratiche doganali con nuovi oneri a carico delle imprese. Il nodo è proprio nei trasporti, dato che l'88,3% delle merci italiane verso la Gran Bretagna viaggiano su gomma. Vanno individuate procedure più snelle". In chiave settoriale, rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente, la maggior parte dei settori registra valori in contrazione, ad eccezione dei prodotti chimici (+5,5%), i prodotti farmaceutici (+25,3%) e di computer e prodotti di elettronica ed ottica (+1,4%). Male in particolare Macchinari e apparecchiature, che da solo vale il 16% delle esportazioni venete (-24,7%), e il comparto moda: abbigliamento -16,6%, articoli in pelle - 25,5% (oltre il 17% delle esportazioni) e i mobili -35,1% (pesa per il 5,5%). "Non dimentichiamo - conclude Boschetto - che sulla competitività delle nostre imprese influisce anche l'apprezzamento dell'euro sulla sterlina registrato nel corso del 2020, +23% a gennaio 2021 sul valore alla data del referendum inglese del 2015".


 
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